lunedì 30 giugno 2008

Cosa potrebbero fare i Provider per combattere lo spam

An email box folder of spam messages.

Il Messaging Anti-Abuse Working Group (MAAWG), ha realizzato uno
studio, spiegando chiaramente cosa potrebbero fare gli Internet Provider per limitare l’invio di spam. “Innanzitutto - spiega lo studio - gli spammer utilizzano dei remailer, sono cioè soliti inoltrare i messaggi. Per questo i provider dovrebbero innanzitutto dividere i server adibiti all’invio della posta da quelli destinati all’inoltro delle mail. In questo modo, si potrebbero controllare (ed eventualmente bloccare) le email inoltrate, la maggior parte delle quali sono certamente di spam.”
continua >>> l'articolo di Roberto Trizio pubblicato sul Network Alground
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cheyenne

ICANN: liberalizzazione dei domini, the day after


DOT QUELLOCHEVUOI
di Davide Mancini - Ispettore della Guardia di Finanza

“La lunghezza del nome può variare da un minimo di 3 ad un massimo di 63 caratteri. I nomi possono contenere solo i seguenti caratteri: da "a" a "z", da "0" a "9", e il simbolo "-", senza alcuna differenza fra minuscole e maiuscole”.
Fino a qualche giorno fa - giovedì per la precisione - questa sarebbe stata la risposta che si sarebbe ottenuta se si fossero chieste delucidazioni in merito alle regole da rispettare per la scelta di un nome a dominio.
Appresa questa nozione, non rimane che trovare il termine da utilizzare come identificazione univoca nella Rete che sia più idonea a descrivere la peculiarità del proprio sito.
Omonimie a parte, ci si deve necessariamente cimentare in una vera e propria peripezia sintattica.
Una volta individuato quello che fa al caso proprio, non rimane che scegliere con quale Top Level Domain completare l’URL.
In questo caso il lavoro è decisamente più agevole: si preferisce, di solito, il “.it” o il calderone “.com” – che, scherzo del destino, coincide anche con il troncamento della parola, forse più appropriata, “comune” oltre che del convenzionale “commercial” -.
Nel prossimo futuro, invece, si avrà un bel da fare anche per optare verso un TLD piuttosto che per un altro.
continua >>> l'articolo di Davide Mancini pubblicato su Data Manager
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Liberalizzazione dei domini: siamo sicuri che sia un vantaggio?
Riflessioni su i pro e i contro della personalizzazione dei suffissi di internet!Tutti non fanno che parlare positivamente della liberalizzazione dei domini decisa dell’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), la società californiana ancora controllata dal Dipartimento del Commercio Usa, che gestisce l’assegnazione degli indirizzi internet, che recentemente ha approvato all’unanimità la proposta di permettere agli utenti di registrare domini di con estensioni di ogni tipo, allentando di fatto le regole finora ferree che permettono solo domini legati ai nomi dei paesi (.it, .uk), al commercio (.com) o alle organizzazioni (.org,.net).
Il presidente del comitato Icann, Peter Dengate Thrush, ha così commentato: “E’ un cambiamento storico poiché rivoluzionerà il modo in cui Internet appare e funziona”. Infatti se sino ad oggi era possibile registrare un dominio solo con uno delle 250 estensioni disponibili, ora, invece, sarà possibile creare un indirizzo internet che dopo il punto può finire, letteralmente, con una qualsiasi parola, e in qualsiasi lingua e carattere, anche in russo, arabo o in cinese mandarino. La ricchezza dell’Icann Se questa è sicuramente una grande novità, per il web che apre scenari commerciali più vasti, molti operatori del settore, però, si sono chiesti a cosa era dovuta questa apertura dell’Icann, conoscendo la ben nota rigidità dell’organismo dimostrata in passato.
continua >>> l'articolo di Antonio Troise pubblicato su Levysoft
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Domini internet. ICANN propone la totale liberalizzazione
E' troppo presto per prevedere cosa possa succedere.
Ma la scelta dell'ICANN di liberalizzare i domini internet sembra essere un vero fulmine a ciel sereno.Entro la fine del 2009 (sempre che poi venga approvata definitivamente la proposta dal board esecutivo dell'ICANN) chiunque potrà registrare qualsiasi Top Level Domain, mandando praticamente in pensione i 21 tradizionalmente utilizzati fino ad oggi (oltre a quelli geografici). Tuttavia, questa opzione ha un "congruo" risvolto della medaglia. Questa libera scelta potrebbe costare fino a 100.000 dollari.
continua >>> l'articolo di LDN pubblicato su ICTblog
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ICANN libera tutti
di: Giacomo Dotta
L'ICANN ha deciso: dal 2009 si potrà registrare qualsiasi dominio previa presentazione di esplicita richiesta a prezzi pattuiti. I possibili problemi sono però molti e si attende ora un regolamento attuativo prima di dare il via alla critiche
continua >>> l'articolo di Giacomo Dotta pubblicato su Webnews
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Post in aggiornamento ....
cheyenne

domenica 29 giugno 2008

Usa e Ue: privacy addio

Un accordo per la sicurezza internazionale sta per cancellare la riservatezza dei nostri dati personali

Questo accordo in via di approvazione e rivelato dal New York Times, con la scusa della battaglia internazionale al terrorismo rischia di infliggere un colpo mortale alla salvaguardia della poca privacy rimasta nell'era di Internet. Privacy: parola anglo-americana per uno dei diritti sacrosanti di una società libera e democratica, quello alla "riservatezza personale".
continua >>> l'articolo di Anna Masera pubblicato su La Stampa
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Tra Europa e Usa prove generali di Grande fratello
Si potranno vedere i registri bancari, delle carte di credito e delle compagnie aeree. Internet sotto controllo
Il Grande fratello unisce le due sponde dell’Atlantico. Stati Uniti e Unione Europea sono vicini a un accordo che consente alle forze di polizia e agli enti nazionali preposti alla sicurezza di condividere informazioni private dei cittadini. L’intesa riguarda transazioni con carte di credito, spostamenti internazionali e il traffico Internet, ovvero i siti visitati dagli utenti della Rete.
La rivelazione giunge dalle colonne del New York Times, in possesso di una copia del dossier sull’accordo, che rappresenta un successo diplomatico per i servizi antiterrorismo statunitensi. Sovente l’intelligence Usa si è scontrata con le autorità di Bruxelles a causa delle norme più restrittive sull’uso dei dati personali dei cittadini
in vigore nel Vecchio continente. I rappresentanti americani ed europei sono impegnati in trattative dal febbraio del 2007, e in questi giorni hanno raggiunto un’intesa di massima su dodici temi centrali di un «accordo internazionale vincolante». I governi e le società europee potranno così inviare informazioni personali negli Stati Uniti e viceversa.
continua >>> l'articolo di Francesco Semprini pubblicato su La Stampa
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apriamo una discussione! parliamone!
la "riservatezza personale" è un dato, oppure un'opinione?
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Zemanta Pixie
cheyenne

sabato 28 giugno 2008

Inaugurazione al CRS4 dei Laboratori di Sardegna DistrICT- 4 Luglio 2008

Venerdì 4 luglio si svolgerà a Pula (CA) la giornata di inaugurazione dei laboratori attivati da Sardegna Ricerche presso il Parco tecnologico regionale, nell'ambito del progetto della Regione Autonoma della Sardegna per la realizzazione di Sardegna DistrICT, il distretto delle ICT in Sardegna.
Attraverso i suoi nove laboratori il DistrICT sostiene progetti di ricerca e sviluppo proposti da imprese locali e stimola la nascita di start-up.
Il programma della giornata prevede una visita ai laboratori con la presentazione delle attività svolte e delle future iniziative, fra le quali anche il primo
Summer DistrICT Camp che si svolgerà in settembre e ottobre 2008.
continua >>> l'articolo di Pietro Zanarini pubblicato su Nova100 Il Sole 24 Ore
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Il Geo-Browsing di immagini. Intervista a Davide Carboni del CRS4
continua >>> l'articolo di Pietro Zanarini pubblicato su Nova100 Il Sole 24 Ore
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seguiranno altri aggiornamenti, così come scrive il giornalista. Noi di tecnopolis-hi seguiremo con interesse ...
cheyenne
Zemanta Pixie

venerdì 27 giugno 2008

Motorola EDA MC75


Motorola annuncia il mobile computer MC75, un EDA (Enterprise Digital Assistant) sviluppato per chi ha bisogno di essere collegato in tempo reale con i dati e le applicazioni aziendali, sia in azienda che sul campo. La nuova unità consente di incrementare efficienza e produttività riducendo al tempo stesso costi ed errori, e aumentando il livello di servizio ai clienti. L'MC75 offre connettività simultanea per dati e voce, navigazione GPS, e permette di catturare dati e informazioni attraverso la macchina fotografica digitale autofocus integrata da 2 megapixel, che è in grado di leggere anche i codici a barre.
continua >>> l'articolo pubblicato su ICTblog
cheyenne

L'impronta vocale rende sicura la password

KeePass Password Safe
Password più sicure con il riconoscimento vocale.
Il Garante privacy ha autorizzato una multinazionale ad utilizzare un sistema di riconoscimento biometrico basato sul rilevamento delle impronte vocali dei propri dipendenti per gestire in maniera sicura e reimpostare automaticamente la password necessaria per accedere ai sistemi informatici.
La società, che dovrà informare i dipendenti sul trattamento dei dati biometrici e acquisirne il consenso, dovrà comunque garantire sistemi alternativi per cambiare le password. Il sistema di rilevamento biometrico, sottoposto alla verifica preliminare dell'Autorità, si basa sull'identificazione dell'utente attraverso l'elaborazione dell'impronta vocale, registrata e memorizzata su un server.
continua >>> l'articolo pubblicato sul Network i-dome
cheyenne

Copyright nel BelPaese: copiare dalla Francia?

Cultura, web e diritto d’autore: la dottrina francese anche in Italia?
Per Denis Olivennes il futuro dei produttori dei contenuti passa da una legge-accordo condivisa. Questo è il futuro. Per Masi l'Italia saprà trovare una soluzione saggia in grado di garantire equilibrio fra tutti gli interessi in gioco.
“Un accordo e, se occorre, una legge che lo sancisca, per combattere il problema dello scambio illegale di file sul web è necessario, anzi è il futuro”: non ha dubbi Denis Olivennes, direttore del quotidiano francese Nouvel Observateur, ispiratore dell’accordo tra il mondo dei contenuti e dei service provider e del successivo disegno di legge approvato in materia la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri francese e presente ieri, 25 giugno, a Roma al convegno organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) sul tema “Creatività e cultura nel web: opportunità o minaccia?”.

“La Francia ha trovato una soluzione per contrastare il fenomeno - ha proseguito - Serviva un provvedimento che combattesse il peer to peer (P2P) costringendo tutti gli attori coinvolti dal problema a raggiungere un’intesa: oggi la Francia ha un progetto di legge, e a breve lo avrà anche l’Inghilterra. Questo è il futuro e questa è la nostra soluzione: l’unica strada per garantire un futuro ai produttori di contenuti culturali rispetto ai gestori delle reti”.
continua >>> l'articolo pubblicato sul Network i-dome
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Dottrina Sarkozy, Italia possibilista
L'Italia non è la Francia e Denis Olivennes non è il consigliori del presidente italiano. Ma proprio Olivennes, in Italia per un convegno industriale sul tema, si è appellato alle istituzioni italiane affinché seguano l'esempio del suo paese e puntino tutto sulla disconnessione degli utenti pirata affinché una nuova industria culturale possa sorgere al di fuori dell'attuale assedio del P2P illegale. Proprio Olivennes ha ispirato la normativa adottata dal Governo francese e che tanto sta facendo discutere.
Nel corso del convegno organizzato a Roma al Tempio di Adriano dall'Associazione Italiana Editori (AIE), l'autore del libro La Gratuità è un Furto ha spiegato che "un accordo e, se occorre, una legge che lo sancisca, per combattere il problema dello scambio illegale di file sul web è necessario, anzi è il futuro".
continua >>> l'articolo pubblicato su Punto Informatico
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Diritto d'autore: serve una soluzione ma non quella francese
La proprietà intellettuale è la protagonista indiscussa della società dell'informazione e non è possibile immaginare lo sviluppo culturale della comunità globale in assenza di un quadro di regole certo, chiaro ed univoco che tuteli adeguatamente i titolari dei diritti incentivandoli a continuare a creare nuove opere e che, ad un tempo, garantisca agli utenti legittimi di tali opere il diritto alla loro fruizione libera da ogni vincolo, legaccio, condizionamento o altro tipo di limite tecnico o giuridico.
L'impianto della legge sul diritto d'autore ed i principi fondamentali sui quali essa è basata restano, a mio avviso, attuali e vanno rispettati e salvaguardati anche nell'Era dell'accesso: l'autore ha diritto a veder remunerato il suo sforzo creativo a fronte della messa a disposizione della collettività della propria opera.
È, tuttavia, innegabile che le nuove tecnologie digitali e telematiche abbiano inciso - e continuino ad incidere - in maniera forte sulle dinamiche della produzione, distribuzione e fruizione dei contenuti digitali, imponendo un ripensamento radicale di metodi di business, abitudini di consumo e di talune disposizioni contenute nella vigente disciplina della materia.
continua >>> l'articolo di Guido Scorza pubblicato su Punto Informatico
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Articoli collegati:
cheyenne

Cos’è la Neutralità della Rete? Internet sta rischiando di perdere la sua libertà e democrazia?

by Antonio Troise



La rivoluzione di internet è derivata quasi esclusivamente dalla sua natura libera che, dai suoi albori, l’ha animata e rivitalizzata anche nei momenti di crisi (ricordate la Bolla di Internet del 2001?). Il suo essere libera, aperta e democratica l’ha fatta crescere e prosperare e, a meno di casi limiti di sistemi totalitari (come la Cina), sulla grande frontiera delle comunicazioni digitali non esistono barriere di sorta, tanto che ognuno di noi sa che ogni sito viene trattato nello stesso modo e tutti possono essere collegati, letteralmente, a tutti!



Purtroppo, anche se questa libertà sembra oramai scontata, in realtà negli ultimi anni è stata costantemente minacciata anche da governi democratici, facendo nascere, così, l’esigenza di un nuovo termine: la Neutralità della Rete ( Network Neutrality). Questo concetto sta ad indicare quella particolare condizione per cui, a prescindere dal provider con cui ci si connette alla rete, l’accesso ai contenuti deve essere garantito sempre a tutti e fornendo sempre il medesimo risultato.

continua >>> l'articolo di Antonio Troise pubblicato su Levysoft

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Ogni bit nasce uguale e ha lo stesso diritto degli altri di essere portato a destinazione

cheyenne

giovedì 26 giugno 2008

Microtools by Network i-dome






Tools ed utility per coloro i quali vogliono aprire un sito web, e masticano poco o nulla del linguaggio HTML . Inoltre, personalizzazioni per tutti i gusti ....

visualizza l'elenco completo

fonte Network i-dome

cheyenne

Aggregatore per scienziati


Michael Imbeault , ricercatore sull'Aids presso l' Università di Laval, in Canada, ne aveva abbastanza di spulciare Google News e i siti delle riviste online per trovare i "paper" che cercava. E così si è costruito e! sciencenews, la sua versione di aggregatore in aggregatore che va a pescare direttamente gli articoli delle riviste scientifiche.


continua >>> l'articolo di Guido Romeo pubblicato su Nova100 Il Sole 24 Ore

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GLOSSARIO
News Aggregator: chiamato anche feed aggregator, Rss aggregator o newsreader, è un applicativo in grado di leggere periodicamente un flusso di notizie in formato Rss e di presentarle con un'interfaccia grafica simile, nella maggioranza dei casi, a quella di un programma di posta elettronica.


RSS: (Rich Site Summary o Really Simple Syndacation) tecnologia (in formato XML) che consente di distribuire informazioni on-line, su più siti contemporaneamente. Solitamente i siti che adottano questa tecnologia produco dei file RSS, che contengono titolo, sommario e collegamento alla pagina integrale. Questi file, una volta generati, possono essere messi in rete e raccolti agevolmente da altri provider in cerca di "feed" (alimentazione, nutrimento). In pratica, per conoscere le notizie pubblicate da un portale non è più necessario aprirlo e cercare fra pagine ma, grazie ai feed Rss, è possibile ricevere direttamente sul proprio computer aggiornamenti sulle informazioni di un sito in tempo reale. Per accedere ai contenuti Rss è necessario avere una connessione Internet e un programma dedicato chiamato “aggregatore” (esistono più tipi di aggregatori, a seconda del computer, del sistema operativo e del browser che si utilizza). Un news aggregator è un lettore di feed RSS, come un browser è un lettore di pagine HTML. I feed vengono paragonati ai trailer dei film: un assaggio, un’anteprima.

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cheyenne

Telefono Arcobaleno: aggiornamenti sulla lotta alla pedofilia





25-06-2008

41 ARRESTI GRAZIE A 'TELEFONO ARCOBALENO'
Madrid, 25 giu. (Apcom) -


La polizia spagnola ha arrestato 41 persone in tutto il paese, accusate di detenzione e distribuzione di pornografia infantile via internet. Ne danno notizia oggi le stesse forze dell'ordine di Madrid in un comunicato secondo cui nell'operazione - resa possibile grazie alla collaborazione dell'associazione italiana 'Telefono Arcobaleno' - ci sono altri 19 imputati. Più di 200 agenti specializzati in delitti tecnologici ed informatici e 30 procure hanno partecipato alla retata, in cui sono state effettuate 59 perquisizioni e sono stati sequestrati un centinaio di dischi duri e un migliaio di supporti ottici. L'indagine, sviluppata assieme alle polizie di diversi paesi europei attraverso l'Europol, è partita grazie a denunce anonime e alle informazioni di diverse associazioni per i diritti dei minori. Fra queste, secondo la polizia spagnola, è stata essenziale la denuncia 'di Telefono Arcobaleno', che ha comunicato l'esistenza di un sito internet tedesco, da cui si potevano scaricare video pedofili criptati. Circa la metà degli arresti è stata compiuta a partire da questo sito. In un'altra indagine svolta di recente dalla polizia iberica è stata scoperta l'esistenza di un "International boy love day", proclamato da un sito internet estero che lo fissava per il 24 giugno. Una sorta di giornata dell''orgoglio pedofilo', con tanto di giustificazione delle relazioni sessuali con minori consenzienti.

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I NUMERI DELL’ORGOGLIO PEDOFILO
Denunciata oggi la mappatura mondiale della pedofilia culturale Svezia, Olanda e spicca l’Italia tra i Paesi coinvolti. 21.600 segnalazioni di siti web a contenuto pedopornografico solo negli ultimi 6 mesi e ci si aspetta un incremento della pedofilia on line per il prossimo anno di circa il 35%.


Milano 24 giugno –
Telefono Arcobaleno, l’Associazione che da ormai dodici anni lotta contro la pedofilia on line, si schiera contro la divulgazione del pensiero pedofilo. L’obiettivo è quello di conoscere per prevenire il fenomeno e non lasciare che questa pseudocultura, che incita ad usare i bambini, minacci, sempre più da vicino, l’infanzia. L’attività costante di monitoraggio del web di Telefono Arcobaleno ha portato a ben 21.600 segnalazioni di siti pedofili solo nei primi sei mesi del 2008, mentre ci si aspetta un incremento del 35% delle attività pedofile in rete per la fine dell’anno. Proprio pochi minuti fa, questa preziosa attività condotta dall’equipe informatica di Telefono Arcobaleno, ha consentito di ottenere e denunciare la dinamica mappatura dei principali siti internet con diretti, chiari ed espliciti contenuti pedopornografici tra i quali ne emergono quelli di tipo "culturale" che non nascondono l'intento di ottenere la “normalizzazione" del comportamento pedofilo.
«Non c’è nessun orgoglio nella pedofilia e non ci deve essere nessuna giornata commemorativa,» dichiara Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno, «che non sia dedicata a combattere questo triste fenomeno con tutti gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione. I movimenti di pensiero in favore della diffusione delle giustificazioni teoriche della pedofilia preesistono ad internet, alcuni di questi siti sono attivi dal decennio scorso e si rilevano anche non marginali presenze "italiane" per lingua ed espressione. Altro aspetto da rilevare» sottolinea Giovanni Arena, «è la "connection", il reciproco supporto e la rispettiva promozione che esistono tra i diversi siti pedofili. La rete ne ha amplificato l’operato consentendo ai loro accoliti, sparsi in tutto il mondo, di diffondere su vasta scala gli aberranti proclami.»
Telefono Arcobaleno, oggi, con questa denuncia al NIT, Nucleo Investigativo Telematico, pone l’accento sull’urgente necessità di valorizzare e incrementare l’attività di contrasto al fenomeno della pedopornografia in internet attraverso azioni integrate sul territorio nazionale e internazionale.

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Aggiornamento:
La pedofilia sarà reato. Anche online
Nessuna tregua, nessuna tolleranza, nessuno spazio a chi non condanna apertamente qualsiasi aspetto della pedofilia: la pedofilia culturale che secondo le associazioni di tutela dei minori cresce in rete esponenzialmente, anche in Italia, è ora oggetto di una nuova proposta di legge che segue di pochi giorni l'annuncio di un'altra proposta in materia. In questo caso, per la prima volta si intende inserire il termine pedofilia nel Codice Penale, una misura che ha come primo firmatario Alessandro Pagano del Partito della Libertà ma che ha già raccolto numerosissimi consensi in Parlamento: almeno un centinaio gli onorevoli pronti ad appoggiare la nuova idea.
continua >>> l'articolo di Paolo De Andreis pubblicato su Punto Informatico
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mah! a prescindere che gli "annunci" di proposte di legge non sono ancora leggi dello Stato ... non sono altrettanto ottimista come Paolo De Andreis , chiedo venia ...;
a mio modesto parere la "vera" prevenzione ed il contrasto alla pedofilia e alle pedopornografia non avviene solo per "magia" di una legge, bensì sopratutto, attraverso un lungo percorso educativo/culturale di rispetto per l'infanzia in ogni campo ed ad ogni livello, di lotta alla violenza e coinvolgendo il mondo della scuola sin dalla prima infanzia (genitori, insegnanti e studenti).
Sentiremo anche la voce di qualche sociologo, universitari dell'area educativa/storico/umanistica ? Ricordo male, oppure sono parecchi anni che invece delle loro voci, la tv ed il mondo dei media ci propinano interviste di tuttologi? [per carità, non vi è alcun riferimento agli articoli precedenti, che, invece, offrono contributi preziosi al dibattito sul web in "assenza" di altri soggetti ...]
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Articoli collegati:









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cheyenne

Nanotecnologie: «Ricerca italiana, un disastro strategico»


Lo afferma Mauro Ferrari, uno dei massimi esperti della ricerca nanotecnologica per la cura del cancro.

Mauro Ferrari: «Ricerca italiana, un disastro strategico»
Nanofarmaci intelligenti che entrano nelle cellule e rilasciano la sostanza nel punto giusto. Nel momento più indicato. E nella giusta quantità. Con risultati più efficaci e meno disagi per i pazienti. In campo medico gli sviluppi della nanotecnologia porterranno grossi vantaggi in tempi brevi. Prima di tutto sulla Terra. Ma non solo: potranno rendere più agevole la vita dell'uomo sullo spazio, con l'inserimento di ghiandole artificiali a rilascio di anti-ossidanti che possano neutralizzare le radiazioni spaziali.
continua >>> l'articolo di Luca Salvioli pubblicato su Il Sole 24 Ore


cheyenne

mercoledì 25 giugno 2008

Ehi, Mario Rossi: I virus adesso ti chiamano per nome

IE Defender installer: I virus adesso ti chiamano per nome
I virus stanno diventando talmente familiari che cominciano a chiamarci per nome. Può sembrare strano ma alcuni pc infettati con il virus Fakeale Trojan o malware come IE Defender installer sono in grado di visualizzare un messaggio di errore che spaventa l’utente, facendogli credere che esistano virus che in realtà non sono presenti, al fine di fargli acquistare un prodotto completamente inutile, utilizzando il suo nome.
continua >>> l'articolo di Roberto Trizio pubblicato sul Network Research Center
cheyenne
Zemanta Pixie

Eventi Microsoft®


Worldwide Partner Conference 2008

Houston, 7 - 10 luglio
Le iscrizioni per l'evento mondiale dedicato ai Partner Microsoft stanno per concludersi. Non perdere questa opportunità per incontrare gli executive Microsoft e sviluppare nuove opportunità di business, creando relazioni con i Partner di tutto il mondo. Scegli le sessioni di tuo interesse e iscriviti subito.

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NET Community Days 2008

Milano, 9 - 10 luglio
L'evento gratuito, organizzato da UGIdotNET, ASPItalia.com e GUISA, è l'occasione per risolvere problemi di sviluppo software reali e specifici attraverso Microsoft .NET Framework 3.5.

cheyenne


Zemanta Pixie

Il fantastico mondo di Internet [era «Is Google making us Stoopid?»]




Dagli Stati Uniti è approdata in Italia un'interessante discussione che pone notevoli punti di riflessione.
L' interrogativo che pone Google come metafora rispetto al Web è il punto di partenza di commenti che sortiscono l'effetto volutamente provocatorio del titolo inserito da Mr Nicholas G. Carr: «Is Google making us Stoopid?»
E' una riflessione che non ha e non potrebbe avere un punto di approdo perchè i soggetti coinvolti dovrebbero essere molti ma molti di più in ragione proprio della natura della rete internet le cui caratteristiche, neanche a dirlo .... sono mondiali. Le risposte degli interlocutori hanno, quindi, delle variabili infinite a seconda del propria area di residenza/vita/cultura/storia; approccio sulla rete; delle esperienze acquisite; età; lavoro; tempo dedicato al web etc., etc., etc.
E' un dato incontrovertibile che l'uso di internet - al pari di altre tecnologie - sottragga tempo ad altre attività ... senza alcun dubbio alla lettura di un buon libro, ma anche a tutte le attività manuali di tipo hobbistico ... il giardinaggio ad esempio senza andare troppo lontano.....

La conseguente affermazione di molti è che "il profumo" del libro rischia di rimanere negli scaffali delle biblioteche sempre più "polverose".
Altro dato incontrovertibile, d'altronde, è l'inderogabile necessità di digitalizzazione di antichi testi, biblioteche, archivi e quant'altro. Ad esempio, è un dato oggettivo che
la digitalizzazione delle opere di Charles Darwin, ha reso ampiamente fruibile da tutti quell'enorme patrimonio culturale che in precedenza era riservato solo a studiosi, ricercatori ed addetti ai lavori.
In tal modo la tecnologia offre una chance in più contro il deterioramento della produzione cartacea nel corso dei secoli. In quest'ottica Internet si pone non come fine, bensì come mezzo. La tecnologia al servizio della storia. Tutto sommato è una sfida da non poco conto ....
Punto di domanda: prendendo ad esempio un archivio Universitario: come rendere il processo di digitalizzazione in termini di "laboratorio di ricerca" con il coinvolgimento anche dei non addetti ai lavori ?
Il laboratorio preso ad esempio, può diventare un fattore di crescita/ innovazione e non solo come domanda/offerta di un servizio on line?


Sempre nel Bel Paese , le polemiche "stop and go" sull'impoverimento culturale segnalano da tempo, un generale abbassamento del livello di attenzione verso la lettura anche soltanto dei quotidiani, giornali e quant'altro .... per rimanere alla carta stampata. Le responsabilità di tale impoverimento culturale sono da attribuirsi tutte al web?

Difetti di internet? tantissimi ..., bè, forse, a pensarci bene non sono molti, dal momento che il primo computer binario è nato solo 60 anni fa ...
Noi di tecnopolis-hi abbiamo, da tempo, posto l'interrogativo della
"sicurezza dei dati" , della privacy, in parole povere chi o cosa detengono il mare magnum dei dati immessi in rete, così come abbiamo tentato di mettere in guardia rispetto all'uso "incauto" del web" ...

Un moderato uso del "multitasking" rende il Worl Wide Web davvero fantastico. In una pausa di "multitasking", talvolta anch'io mi domando: "dove sto andando?"

Chi può rispondere a questa domanda da un mln di dollari nell'era della globalizzazione?

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approfondimenti:

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La rete sta inglobando tutte le nostre tecnologie intellettuali, sta plasmando i nostri cervelli. E intanto molti di noi fanno fatica a finire un libro. La critica controcorrente di Nicholas Carr.

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cheyenne

sabato 21 giugno 2008

Trend Micro: Piccole imprese a rischio sicurezza informatica

Piccole imprese a rischio sicurezza

by Redazione I-Dome
I comportamenti online a rischio sono più diffusi fra le imprese di piccole dimensioni, lo rivela uno studio Trend Micro sugli utenti informatici aziendali.
Trend Micro Incorporated ha presentato i risultati di uno studio incentrato sull'analisi delle percezioni e delle esperienze degli utenti informatici aziendali nei confronti delle minacce alla sicurezza: è emerso che negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in Giappone, i dipendenti di imprese di piccole dimensioni tendono ad
esporsi maggiormente al rischio online rispetto ai loro colleghi che lavorano in realtà di più grandi dimensioni.

Lo studio, che ha preso in esame i comportamenti online di 1.600 utenti – 800 dei quali di piccole e medie imprese - residenti negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in Giappone, ha messo in evidenza come determinate abitudini rischiose siano molto più frequentemente rilevabili presso le aziende di piccole dimensioni: dalla navigazione su siti Web non strettamente legati all'ambito lavorativo, agli acquisti online, alla frequentazione di siti di social networking, al download di file eseguibili, fino alla consultazione della Webmail personale.

Ad esempio, il 32% dei dipendenti delle piccole imprese del Regno Unito ha ammesso di aver scaricato file eseguibili, causa potenziale di attacchi Trojan o virus, oltre che di furti di dati o di identità. In Germania, il controllo dell'email personale costituisce la principale attività online non lavorativa – un'abitudine che vede coinvolto il 70% dei dipendenti tedeschi di piccole aziende contro il 59% di quelli delle grandi imprese. Per quanto riguarda il Giappone, è risultato che la maggior parte delle pratiche online sopra elencate avviene principalmente nei contesti aziendali di piccole dimensioni.
continua >>> l'articolo pubblicato dal Network i-dome
cheyenne


Zemanta Pixie

CINA, IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA

A cura del Colonnello Umberto Rapetto


E pensare che c’è chi si lamenta di Via Sarpi a Milano o dell’Esquilino nella Capitale. L’invasione, in realtà, è molto meno visibile degli ideogrammi che troneggiano su insegne e vetrine commerciali dei quartieri colonizzati dall’imprenditoria cinese.
A lagnarsi stavolta non sono i cittadini disperati per il degrado delle zone in cui abitano o da cui fuggono, ma i Governi di grandi Paesi preoccupati da infiltrazioni ben più spaventose di quelle sul mercato al dettaglio. Parliamo dell’allarme cyberwar, ossia di quello sbalorditivo incubo che fa traballare la sicurezza di istituzioni e aziende e mette in fremebonda agitazione chi se ne deve occupare.
Qualche mese fa erano stati gli americani a segnalare attacchi informatici ai gangli vitali del proprio tessuto connettivo telematico. Qualcuno si era subdolamente introdotto in archivi e sistemi di possibile interesse strategico, acquisendo visibilità – e forse non solo quella – su informazioni e procedure la cui riservatezza non aveva bisogno di spiegazione. Centri di calcolo, come li si chiamava ai tempi d’oro, e ciclopici database sono stati presi di mira dai battaglioni di hacker che costituiscono le moderne truppe d’assalto di Pechino. Un terribile risveglio per i templi della security e soprattutto per i grandi sacerdoti cui ne è affidato il rigoroso presidio.
Non è mancato chi ha subito fatto cenno alla solita storia dell’intero pianeta che odia gli Stati Uniti, alla ricorrente leggenda metropolitana del perenne bersaglio a stelle e strisce, al vittimismo ipocrita di Washington, alla costante ricerca di una giustificazione per mantenere un assetto bellico e non cambiare colore al semaforo del DefCon.
Pur dispiaciuto di dover deludere i fautori di certe correnti di pensiero, la cosa è invece fin troppo seria.

continua >>> l'articolo pubblicato su Data Manager

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articolo precedente pubblicato su Tecnopolis

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cheyenne

«Baby» : Il primo computer binario 60 anni fa

Era il 21 giugno del 1948 quando, nei laboratori dell'Università di Manchester, si accendeva il primo cervellone elettronico in grado di memorizzare ed eseguire un programma. Battezzato «Small Scale Experimental Machine», ma più noto come Baby (così lo chiamavano infatti i suoi creatori, nonostante fosse tutt'altro che piccolo...), il calcolatore digitale è nato dalle menti dei ricercatori britannici Tom Kilburn e Freddie Williams. Sessant'anni fa i due scienziati hanno premuto il pulsante di avvio della macchina sperando che, a differenza di quanto avvenuto in precedenza, la loro creatura eseguisse i calcoli che gli erano stati ordinati, restituendo il risultato atteso. E così è stato: Baby ha processato i dati segnando la nascita del primo computer digitale veramente operativo.
CODICE BINARIO – Se paragonato a ciò che conosciamo oggi, il computer di Kilburn e Williams appare come una macchina rudimentale: era dotato di una memoria (Ram) di 1.024 che non era usata solo per contenere i dati di calcolo ma anche le istruzioni del programma, e processava le informazioni a una velocità di 1,2 millisecondi per istruzione, ovvero circa due milioni di volte più lentamente rispetto al processore di un moderno computer da scrivania.


continua >>> l'articolo di Alessandra Carboni pubblicato su Il Corriere della Sera


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buon compleanno Baby ...

cheyenne

venerdì 20 giugno 2008

giovedì 19 giugno 2008

Stop cyberbullismo



Dopo "
La Settimana Nazionale della Sicurezza in Rete" ecco l'iniziativa "Stop cyberbullismo"
di
futuro@lfemminile rivolta a sensibilizzare i giovani a un uso responsabile delle nuove tecnologie.


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alcuni degli articoli precedenti:

cheyenne

mercoledì 18 giugno 2008

I blogger affollano le galere di mezzo mondo

L'Italia, come certe interpretazioni draconiane delle leggi sull'informazione, fa buona compagnia ad Egitto, Iran e Cina: i tre paesi risultano ai primi posti di un rapporto sullo "stato di salute" dei blogger esposti ai regimi illiberali, secondo il quale gli episodi di citizen journalism bloccati con l'arresto e la galera hanno raggiunto nuove vette nel corso di tutto il 2007.
Il rapporto World Information Access Report, stilato dall'Università di Washington, parla di "un anno record per gli arresti di blogger", triplicati in confronto al 2006. I tre paesi citati sono responsabili per più della metà degli arresti, e i numeri reali potrebbero essere di molto superiori secondo l'assistente professore Phil Howard, che evidenzia come non tutti gli episodi riescano a conquistarsi uno spazio nelle cronache e finiscano così per essere ignorati dal pubblico.
continua >>> l'articolo di Alfonso Maruccia pubblicato su Punto Informatico
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Tutti gli arresti tra i blogger dal 2003
Finire in manette per aver organizzato una protesta sociale o per aver violato abitudini culturali tramite un blog. Oppure esseri sbattuti in prigione in quanto rei di aver denunciato sul proprio diario online violazioni dei diritti umani. O ancora perché su un blog si è osato commentare le politiche pubbliche. Succede ancora in alcuni Paesi notoriamente liberticidi e succede anche in nazioni al di sopra di ogni sospetto. Per l'esattezza succede e succederà sempre di più, proprio perché la blogosfera è sotto osservazione da parte dei governi e delle istituzioni. Questo in sintesi ciò che sostiene il report World Information Access (WIA) dell'Università di Washington che censisce le repressioni per crimini relativi all'uso dei blog a partire da cinque anni fa.
continua >>> l'articolo di Emanuela Di Pasqua pubblicato su Il Corriere della Sera
che dire? quale futuro per i bloggers?
cheyenne

Dalla GdF allarme Vishing

di Davide Mancini*
“Be anyone you want to be”: è questo il preoccupante motto che campeggia sulla homepage del sito
http://www.spookcall.com/, dall’altrettanto poco rassicurante significato.
“Spookcall mi permette di effettuare telefonate davvero riservate. Posso scegliere di inserire qualsiasi numero nel campo caller ID, posso registrare le mie chiamate, posso cambiare la mia voce. Sia per lavoro sia per divertimento, il servizio è economico e facile da usare!” è la traduzione letteraria di ciò che, almeno in apparenza, un ipotetico cliente afferma – sempre sulla pagina di benvenuto della risorsa in questione - per esaltare l’offerta proposta dalla compagnia britannica.
Questo servizio, primo ad approdare nel Regno Unito, prevede, alla cifra di 5 sterline per 10 minuti di chiamata, la possibilità di contattare mediante tecnologia VoIP un ignaro utente, scegliere di mostrare una qualsivoglia numerazione e, come se non bastasse, camuffare la voce, oltre che per tonalità anche impreziosendola con diversi accenti stranieri.
Sicuramente i titolari della società si immaginavano che l’iniziativa avrebbe avuto un enorme boom, anche in considerazione del successo riscosso negli Stati Uniti ed in Canada dal medesimo servizio, utilizzato già dal 2004.
Purtroppo, però, i membri del Parlamento hanno tradito le aspettative dell’azienda.
Interpellata dall’ente politico, l’organizzazione Ofcom – l’autorità per le comunicazioni inglese – è stata incaricata di verificare il rispetto della normativa vigente in merito ad un eventuale uso improprio di questa forma di comunicazione.
Da parte sua il rappresentante della Spook Call ha dichiarato di aver accertato la liceità del “caller ID spoofing” nel Regno Unito prima di avviare il progetto.
Diversi sono gli scenari che si potrebbero profilare da un impiego illegittimo di tale tecnica, ma, di certo, la preoccupazione principale è quella di mettere a disposizione dei truffatori un più efficace mezzo col quale poter meglio raggirare anche la più accorta delle persone.
continua >>> l'articolo di Davide Mancini "VISHING: CHI VUOI FAR TELEFONARE OGGI?" pubblicato su Data Manager
Davide Mancini *
Ispettore della Guardia di Finanza, è il responsabile dell’Unità Computer Forensic del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche. Ha prestato servizio al Nucleo Centrale di Polizia Tributaria e al Nucleo Speciale Investigativo e nel corso della carriera – per i brillanti risultati conseguiti - ha meritato 2 encomi solenni, 3 encomi semplici e 4 elogi. Laureato in Economia all’Università degli Studi di Bologna, ha frequentato numerosi corsi di specializzazione – tra l’altro - all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti/Pescara, alla LUISS Management, alla Scuola Reiss Romoli TILS, presso lo United States Secret Service. Maturata una significativa esperienza come Consulente Tecnico d’Ufficio alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, ha svolto attività di docenza nel Master in Peacekeeping & Security Studies dell’Università di Roma Tre. Nella sua attività pubblicistica vanta collaborazioni con Italia Oggi e Milano Finanza. Docente di “Metodologie investigative digitali e computer forensic” al Master in Gestione della Sicurezza tenuto dall’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, attualmente scrive anche su Nòva 24 – Il Sole 24 ORE.
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cheyenne

Junior: Un sito della Rai tutto da scoprire e non solo per i bimbi

cartoons, sicurezza stradale, salute, zecchino d'oro e tanto altro ...
Alcune "chicche" da non perdere : le audiofiabe narrate da Vittorio De Sica

Junior Rai
cheyenne

News per sorridere: formosa, simpatica, obbediente... la fidanzata-robot made in Japan

Il suo nome? Ema (Eternal, Maiden, Acualization)
Come è ovvio .... bacia a comando. De gustibus ....
qui >>> l'articolo "Dal Giappone la fidanzata robot che bacia a comando" pubblicato da Giò in Blog Scienze
cheyenne

martedì 17 giugno 2008

Il progresso non è un mito

Giocare con le cifre non è una consuetudine solo italiana. E' piuttosto una pratica acquisita tra le forze che si candidano alla guida di un paese nelle moderne democrazie mediatiche, ed è trasversale agli schieramenti.
Che fare allora quando i numeri che misurano un fenomeno economico sono radicalmente diversi, stando alle affermazioni politiche? Lavoce.info ha proposto di valutare in dettaglio le dichiarazioni dei politici per verificare se rispondono al vero. Perché non farlo sempre allora, soprattutto quando i riflettori sui dibattiti elettorali si spengono e i politici sono chiamati a mantenere le promesse fatte in campagna? Rendere la verifica sistematica delle cifre un fatto istituzionale avrebbe l'effetto di alimentare una cultura politica matura, basata sul giudizio insindacabile dei fatti. Tuttavia, ci sono aspetti che rendono naturalmente difficile verificare se i "numeri" sono corretti. In altre parole, il problema non è discutere l'oggettività del dato reale per come viene diffuso dalle istituzioni preposte, quanto piuttosto le varie interpretazioni che del dato vengono filtrate da stampa e analisti, per poi essere usate dai politici. Misurare un fatto sociale ed economico è un'operazione laboriosa e delicata, che richiede due ingredienti speciali: chiarezza concettuale e realismo.

continua >>> l'articolo di Mattia Gallotti pubblicato sul Network i-dome
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approfondimenti:
OCSE (in inglese OECD): Organisation for Economic Co-Operation and Development
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cheyenne

Geniale! I pannelli solari adesivi

Non sarebbe meraviglioso poter pensare che da ora in poi l'installazione di pannelli solari potrebbe essere facile tanto quanto attaccare una "figu" della Panini sull'album dei calciatori togliendo semplicemente la carta di protezione nel retro del pannello?

Sogno o realtà?

Realtà.




Anche se a dover di cronaca non è cosi' semplice come potrebbe apparire.L'installazione deve sempre essere fatta da professionisti, tuttavia questo nuovo sistema sembra possa far risparmiare fino al 70% dei costi di installazione (che ne dite di una installazione di 2,25 Kw in 34 minuti? Parliamo di un consumo medio per famiglia.).E scusate se è poco.

Questa nuova ingegnerizzazione è proposta dalla californiana DRI Companies (per precisione un pool di aziende tutte dislocate nel westcoast statunitense) e porta il nome di Lumeta.
continua >>> l'articolo pubblicato su ICTblog del Network i-dome
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http://tecnopolis-hi.blogspot.com/2008/06/fotovoltaico-maxi-commessa-per-azienda.html


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cheyenne

lunedì 16 giugno 2008

Space Invaders Buon Compleanno!!!



Compie oggi 30 anni il videogioco più conosciuto al mondo: Space Invaders. Strutturalmente abbastanza semplice, nel 1978 anno della sua "nascita", rappresentò uno dei più graditi passatempi digitali diventando ben presto molto popolare tra i pochi che credettero nello strumento informatico come ad un "oggetto" che potesse proiettarci a breve in un futuro basato sull'elettronica. Ci ho giocato per la prima volta nel 1980 quando, nella mia città, i personal computer erano di un numero inferiore a quelli delle dita di una sola mano. Il monitor a "fosfori verdi" e la forma a dire poco simpatica dei "ragnetti" catturarono la mia curiosità che però, dopo un po', andò molto oltre (fino ad allora avevo avuto usato solo computer di tipologia molto diversa ed ero nel corso dei miei studi) . La grafica era quella realizzata con gli Sprite ossia la creazione di un immagine (i ragnetti e le navette spara-missili) in movimento sullo schermo nero. Precursore di molti degli odierni videogiochi mi piace ricordarlo assieme al primo personal computer per mezzo del quale ho realizzato tante routine di un programma gestionale: il Commodore 4040.

Buon Compleanno Space Invaders!


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