Riporto qui il testo pubblicato dal sito: http://www.giuristitelematici.it/modules/bdnews/article.php?storyid=1520
martedì 7 ottobre 2008
The Pirate Bay: ordinanza di accoglimento del riesame
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venerdì 26 settembre 2008
Sbloccato l'accesso a The Pirate Bay
Dal 10 agosto fino al 24 settembre 2008 uno dei siti più gettonati della rete, il maggiore tracker BitTorrent, The Pirate Bay, è rimasto inaccessibile attraverso i servizi degli Internet Service Provider italiani. Ma ora, grazie al lavoro di tre esperti, il Tribunale del Riesame di Bergamo ha accettato il ricorso di Peter Sunde e i rubinetti chiusi devono essere riaperti.
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venerdì 27 giugno 2008
Copyright nel BelPaese: copiare dalla Francia?
“La Francia ha trovato una soluzione per contrastare il fenomeno - ha proseguito - Serviva un provvedimento che combattesse il peer to peer (P2P) costringendo tutti gli attori coinvolti dal problema a raggiungere un’intesa: oggi la Francia ha un progetto di legge, e a breve lo avrà anche l’Inghilterra. Questo è il futuro e questa è la nostra soluzione: l’unica strada per garantire un futuro ai produttori di contenuti culturali rispetto ai gestori delle reti”.
continua >>> l'articolo pubblicato sul Network i-dome
Nel corso del convegno organizzato a Roma al Tempio di Adriano dall'Associazione Italiana Editori (AIE), l'autore del libro La Gratuità è un Furto ha spiegato che "un accordo e, se occorre, una legge che lo sancisca, per combattere il problema dello scambio illegale di file sul web è necessario, anzi è il futuro".
L'impianto della legge sul diritto d'autore ed i principi fondamentali sui quali essa è basata restano, a mio avviso, attuali e vanno rispettati e salvaguardati anche nell'Era dell'accesso: l'autore ha diritto a veder remunerato il suo sforzo creativo a fronte della messa a disposizione della collettività della propria opera.
È, tuttavia, innegabile che le nuove tecnologie digitali e telematiche abbiano inciso - e continuino ad incidere - in maniera forte sulle dinamiche della produzione, distribuzione e fruizione dei contenuti digitali, imponendo un ripensamento radicale di metodi di business, abitudini di consumo e di talune disposizioni contenute nella vigente disciplina della materia.
sabato 12 gennaio 2008
DIFENDIAMO LA NEUTRALITA' DELLA RETE!
Ogni bit nasce uguale e ha lo stesso diritto degli altri di essere portato a destinazione
Questa mini-inchiesta vuole contribuire ad ampliare questo dibattito offrendo ai nostri lettori un piccolo ventaglio delle posizioni espresse dai vari soggetti che ne sono protagonisti - a vario titolo - in Italia, Europa e Stati Uniti.Finalmente qualcosa si muove anche nei palazzi del potere federale USA: l'Organizzazione di Garanzia sulle Telecomunicazioni "(FCC) Federal Communications Commission" si prenderà la briga di indagare negli affari della Comcast, il provider che negli USA è accusato di filtrare il P2P.L’indagine della FCC avrà sicuramente importanti implicazioni nel dibattito sulla neutralità della rete, che infuria in tutto il mondo ma che vede la FCC in particolare al centro di forti polemiche.
I fautori della network neutrality, infatti, credono che gli attuali standard FCC siano totalmente inadeguati a prevenire simili abusi da parte degli Isp, mentre i fornitori del servizio e altri oppositori a nuove leggi in materia sostengono che l’attuale sistema sia sufficiente e che un nuovo intervento legislativo finirebbe per imporre nuovi limiti alle presenti pratiche di gestione del traffico, essenziali per prevenire eccessivi sovraccarichi della rete causati proprio dagli enormi flussi di download dai siti di file-sharing.
continua >>> l'articolo Di Gabriele De Palma pubblicato su VisionPost
continua >>> il comunicato stampa di Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc
[...]Come si risolve il problema?
Deve esserci una separazione tra chi trasporta i dati e chi eroga i servizi.
Favorevole alla scorporo della rete fissa dunque, di cui Agcom e i nuovi vertici Telecom stanno discutendo?
Favorevole.
Scorporo funzionale o societario?
Da una cosa segue l'altra. Lo scorporo funzionale non ha molto significato sul lungo periodo. Solo se la società che gestirà la rete sarà distinta dall'ex monopolista si avrà la possibilità da parte di più soggetti, anche pubblici, di investire nell'infrastruttura, altrimenti le risorse sono quelle limitate di oggi. Se internet non fosse stata neutrale dalla sua nascita, o se non lo fosse più d'ora innanzi, cosa ci saremmo persi? Non avremmo Google, Skype, Facebook, Kazaa e via discorrendo. Ma questa non è una mia opinione: basta prendere la storia del web e andare a cercare quante innovazioni sono state sviluppate dagli operatori telefonici. Twitter, Google e le altre nuove realtà del web non c'entrano nulla con gli operatori. L'innovazione sul web nasce dai ricercatori e dagli utenti qualificati che, sfruttando le capacità di trasporto del network, inventano soluzioni nuove per tutti.
continua >>> l'articolo pubblicato su VisionPost
[...] dice IFPI, ci sono "molte semplici e ragionevoli opzioni" a disposizione degli ISP per aiutarli a contribuire alla lotta alla pirateria. Alcune sono persino già utilizzate, come ad esempio il traffic shaping e il deep packet inspection, "per migliorare la fruibilità della banda nelle ore di punta e per combattere lo spam". E quindi? Quindi IFPI ha tre proposte per i legislatori UE.
Sono tutte "economiche ed efficaci", e contribuirebbero non poco alla risoluzione del problema.
Primo, content filtering: tracciare tutto il traffico sulle reti, individuare i file audio, confrontarli con un database di riferimento e bloccare i file pirata.
Secondo, blocco dei protocolli: impedire completamente l'accesso a certi circuiti di sharing, perché ritenuti luogo d'elezione per scambiarsi materiale proibito.
Terzo, impedire la navigazione di certi siti: AllofMP3, The Pirate Bay, sono tutti siti pericolosi, tanto vale proibirli a tutti per salvare le sorti del mercato discografico.
continua >>> l'articolo di Luca Annunziata pubblicato su Punto Informatico
[...]I provider che filtrano le applicazioni P2P, nel gestire la loro offerta di connettività, secondo ADUC non applicano gli attesi criteri di di obiettività, trasparenza, non discriminazione e proporzionalità, violando il Codice delle comunicazioni elettroniche, le condizioni generali di contratto (laddove non si prevedono filtri P2P o di altri programmi) e il principio fondamentale della concorrenzialità: "Un esempio su tutti. Negli Usa, Comcast - il secondo maggior gestore di ADSL - sta limitando l'accesso a programmi P2P, proprio come Tele2 ed altri gestori qui in Italia. Poiché molte TV online usano il protocollo P2P, il comportamento di Comcast - che è anche il più grande gestore di Tv via cavo - colpisce direttamente la concorrenza".Il timore di ADUC è che situazioni analoghe si presentino anche sul mercato italiano: "Con la scusa del troppo traffico, per esempio, Telecom Italia potrebbe rendere difficoltoso agli abbonati Alice ADSL l'utilizzo del protocollo VoIP per telefonare ed effettuare videoconferenze tramite Internet, danneggiando così altri operatori come Skype o Eutelia VoIP".
continua >>> l'articolo di Dario Bonacina pubblicato su Punto Informatico
[...] Dopo tanto clamore mediatico, minacce, utenti imbufaliti e lettere di avvocati intenzionati a fare terra bruciata attorno a Comcast, il provider che negli USA è accusato di filtrare il P2P, finalmente qualcosa si muove anche nei palazzi del potere federale: l'Organizzazione di Garanzia sulle Telecomunicazioni Federal Communications Commission si prenderà la briga di indagare negli affari della società, alla ricerca di eventuali comportamenti discriminatori nei confronti dei bit scambiati dagli utenti in rete.
continua >>> l'articolo di Alfonso Maruccia pubblicato su Punto Informatico
[...]"Stiamo lavorando su una soluzione tecnologica e riteniamo che il modo migliore di affrontare il problema si agire a livello di network". Così James Cicconi, vice presidente senior del reparto affari legali di AT&T, nel corso di un panel di discussione sulla pirateria telematica tenuto a latere del CES di Las Vegas.
AT&T ricorda quello che i lettori di Punto Informatico conoscono benissimo: l'azienda ha stretto un accordo a tutto campo con le major. Lo scopo? Bloccare tutto il bloccabile. Ed ora bisogna fare di più.
continua >>> l'articolo di Alfonso Maruccia pubblicato su Punto Informatico
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domenica 9 dicembre 2007
FRANCIA: Sacem potrà tracciare gli indirizzi IP dei pirati
La Sacem avrà, dunque il diritto di sorvegliare le reti P2P e rilevare le infrazioni, annotare gli indirizzi IP, contabilizzare gli archivi scambiati, annotare gli indirizzi IP e redigere i dossier che saranno trasmessi ad un giudice preposto.
Tuttavia, la decisione non è stata ovvia poichè la controversia è durata due anni. Nel 2005, il Cnil(Commissione Nazionale dell'Informatica e delle Libertà) aveva rifiutato una domanda simile formulata dal Sacem. Questi stessi organismi intendevano seguire autonomamente gli internauti che mettono a disposizione la musica ed i video contenuti nei loro HDD. La richiesta,
però, era più complessa. Si trattava anche di recuperare presso i provider francesi (FAI) i nomi degli utenti che praticano gli scambi attraverso le reti peer-to-peer (P2P) ed i relativi IP. La Sacem desiderava anche poter inviare messaggi agli utenti per dissuaderli dal continuare.
Il Cnil giudicò inammissibile questa richiesta perchè avrebbe autorizzato la Sacem ad una raccolta di dati riguardanti gli utenti e considerò la richiesta sproporzionata rispetto alle finalità perseguite.
Nel contempo, la commissione Olivennes (rf. articolo Sarkozy contro la pirateria), ha sottoscritto un accordo che prevede la creazione di un'autorità indipendente e pubblica. Quest'ultima avrà il diritto di risalire ai nomi degli utenti e dovrebbe inviare loro i messaggi d'avvertimento (di cui Sacem voleva occuparsi), nonchè provvedere al distacco della linea di connessione ad Internet nel caso in cui, l'utente, ignorasse tali messaggi.
L'accordo, che non è stato ancora trasformato in una legge, prevede anche obblighi per i Provider, che saranno obbligati a collaborare, sotto pena di sanzioni. Dovranno anche approntare una selezione dei collegamenti Internet e dei loro abbonati. La messa in pratica è ancora lontana ........ ma il cammino è stato tracciato...
fonte
cheyenne
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