sabato 3 maggio 2008

Alla ricerca della privacy ....perduta!

Tecnopolis-hi ha dedicato molti articoli alla privacy coniugata alla sicurezza informatica. E' sufficiente dare uno sguardo ai tag ed al glossario nelle relative voci. In Italia, da qualche giorno si è catapultato sui media, carta stampata, blog e quant'altro, un vero e proprio Tsunami di discussioni sulla cosidetta "privacy". Trovo abbastanza curioso tutto ciò non tanto per il "caso" da cui è nato lo Tsunami giornalistico [le polemiche nate dopo la pubblicazione sul web delle dichirazioni dei redditi] e sul quale non entrerò anche perchè ora è stata avviata un'indagine della Magistratura. Sono una strenua sostenitrice della necessità di trasparenza applicata a tutte a tutte le istanze della nostra Amministrazione/Istituzioni. Sarebbe il caso, peraltro, di adeguare le mormative al livello di tecnologia ormai raggiunto dal web [mia personalissima opinione ...per quanto possa valere ....]
L'aspetto che mi preme approfondire è la grave sottovalutazione di molti incauti navigatori ma anche da grossi manager industriali nei confronti della "cultura" della protezione dei dati personali e della sicurezza dei dati aziendali. Quanti utenti seminano sul web la propria privacy? Con estrema facilità lasciano su internet i numeri della carta di credito, il codice fiscale oppure inviano il pc "in assistenza" con una marea di dati personali a disposizione di chiunque. Moltissimi sono i siti "dedicati alla sicurezza informatica" sia a livello internazionale che in Italia, ma, tutto sommato, gli alert, gli advisor, le precauzioni sembrano essere ignorati dalla gran parte degli utenti. A cosa servono i firewall, gli antivirus, i log, i server blindati nel momento in cui manca la cultura del crime-proof nella "sala di comando" anche a livello aziendale?
Il cybercrime è sempre in agguato e le botnet allargano sempre più le loro reti. Chiudendo questa breve sintesi, non posso che sorridere dinanzi ai paventati pericoli di una criminalità informatica che si potrebbe attivare attraverso la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi sul web.
A mio modesto avviso, è utile la lettura di uno dei tanti articoli che da anni scrive su Data Manager un grande esperto del settore qual'è Umberto Rapetto - responsabile del GAT - Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanzia.
Un caloroso grazie da Tecnopolis-hi per il prezioso ed encomiabile lavoro svolto da tutto il GAT.
cheyenne

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