studio, spiegando chiaramente cosa potrebbero fare gli Internet Provider per limitare l’invio di spam. “Innanzitutto - spiega lo studio - gli spammer utilizzano dei remailer, sono cioè soliti inoltrare i messaggi. Per questo i provider dovrebbero innanzitutto dividere i server adibiti all’invio della posta da quelli destinati all’inoltro delle mail. In questo modo, si potrebbero controllare (ed eventualmente bloccare) le email inoltrate, la maggior parte delle quali sono certamente di spam.”
lunedì 30 giugno 2008
Cosa potrebbero fare i Provider per combattere lo spam
studio, spiegando chiaramente cosa potrebbero fare gli Internet Provider per limitare l’invio di spam. “Innanzitutto - spiega lo studio - gli spammer utilizzano dei remailer, sono cioè soliti inoltrare i messaggi. Per questo i provider dovrebbero innanzitutto dividere i server adibiti all’invio della posta da quelli destinati all’inoltro delle mail. In questo modo, si potrebbero controllare (ed eventualmente bloccare) le email inoltrate, la maggior parte delle quali sono certamente di spam.”
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venerdì 23 maggio 2008
Benvenuta Opera Mini per BlackBerry: aggiornamento alla versione 4.1.11355
Se non usate Palm o BlackBerry, non è necessario che facciate l'aggiornamento.
I palmari BlackBerry dovrebbero ora essere capaci di usare solo Wi-Fi (anche in fase di installazione). Gli utenti BlackBerry possono cercare di usare il Blackberry Internet Service (BIS). Non possiamo garantire che funzioni in assoluto, ma funziona con uno dei due nostri differenti providers. I palmari Palm ora hanno una migliore gestione della memoria, il che si traduce nella capacità di acquisire più immagini. Si tratta di un forte miglioramento rispetto all'ultima versione, e noi confidiamo che sara simile alla versione beta, almeno per gli utenti Palm. Un utente ci ha riportato un errore che riguarda l' aggiunta di segnalibri. Molti di voi probabilmente non l'avranno visto, dato lo strano percorso necessario per ottenerlo, ma in ogni caso è stato corretto.
Browsing: esplorare le risorse messe a disposizione su Internet. Sinonimo di "navigare". Browsing off line: indica la possibilità di esplorare i siti Internet senza essere collegati, con continuità, in rete. Questo è possibile, ad esempio, utilizzando particolari software in grado di scaricare molto velocemente, sul disco fisso, le pagine HTML complete di testo, grafica e tutti i relativi collegamenti.
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venerdì 16 maggio 2008
Spam: NO grazie, respinto al mittente!
Ricordiamo sempre che lo Spam è una grande fonte di reddito per la criminalità informatica, ha assunto proporzioni gigantesche grazie alla proliferazione di Botnet, e di attacchi DDos (Distributed Denial of Service ) ed alla famigerata Russian Business Network (RBN) ed ha un vero e proprio tariffario. Ognuno di noi, inconsapevolmente, può trasformare in uno zombie il proprio pc..[ *vedi Glossario] . Occorre, dunque, un forte impegno internazionale di tutti "gli addetti ai lavori" compresi i provider per una seria lotta al Cybercrime ed alle truffe on line.
cheyenne
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venerdì 1 febbraio 2008
Garante per la Privacy: tabulati sotto chiave
Tabulati sotto chiave: il Garante detta ai gestori le regole per la tenuta dei dati di traffico telefonico e Internet - 1 febbraio 2008
Un sistema di comunicazioni elettroniche italiane più sicuro e più protetto. Con un provvedimento generale il Garante per la protezione dei dati personali (Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato), dando attuazione a quanto previsto dal Codice privacy, ha fissato le regole di base per la messa in sicurezza dei dati di traffico telefonico e Internet che vengono conservati dai gestori per finalità di accertamento e repressione dei reati, e per le altre finalità ammesse dalla normativa.
Dopo i gravi abusi emersi in questi ultimi anni, con un provvedimento di cui è stato relatore Francesco Pizzetti, l'Autorità ha imposto ai gestori di servizi telefonici e telematici le misure tecniche e organizzative che garantiscano un elevato livello di protezione, comune a tutto il settore dei servizi di comunicazione elettronica. I dati di traffico telefonico e Internet, che comunque non riguardano il contenuto, sono particolarmente delicati: numero chiamato, data, ora, durata della chiamata, localizzazione del chiamante nel caso del cellulare, dati inerenti agli sms o mms, indirizzi e-mail contattati, data, ora e durata degli accessi alla rete consentono di ricostruire tutte le relazioni di una persona e le sue abitudini.
É bene ricordare, peraltro, che in Italia, dopo la recente proroga di fine anno del cosiddetto "pacchetto Pisanu", il periodo di conservazione di questi dati a fini di giustizia toccherà gli 8 anni per il traffico telefonico e quasi 4 per quello telematico.
Le prescrizioni impartite sono, in particolare:
Accesso ai dati: l'accesso ai dati è consentito solo al personale incaricato mediante avanzati sistemi di autenticazione informatica, anche con l'uso di dati biometrici (es., impronte digitali). Sono compresi nella prescrizione, salvo limitati casi di necessità, anche gli amministratori di sistema, figure chiave della sicurezza delle banche dati, sul cui ruolo, spesso sottovalutato anche nei settori più delicati, il Garante prevede di iniziare una riflessione approfondita.
Accesso ai locali: i locali in cui sono ospitati i sistemi di elaborazione che trattano dati di traffico telefonico per esclusive finalità di giustizia devono disporre di sistemi biometrici di controllo degli accessi. In ogni caso, i sistemi che trattano dati di traffico di qualsiasi natura vanno installati in locali ad accesso selezionato.
Sistemi di autorizzazione: le funzioni tra chi assegna le credenziali di autenticazione e chi accede ai dati devono essere rigidamente separate. I profili di autorizzazione da attribuire agli incaricati devono essere differenziati a seconda che il trattamento dei dati di traffico sia effettuato per scopi di ordinaria gestione o per quelli di accertamento e repressione dei reati.
Tracciamento dell'attività del personale incaricato: ogni accesso effettuato e ogni operazione compiuta da parte degli incaricati e degli amministratori di sistema devono essere registrati in appositi audit log.
Conservazione separata: i dati tenuti per esclusive finalità di accertamento e repressione dei reati devono essere conservati separatamente da quelli utilizzati per funzioni aziendali (es., fatturazione, marketing, antifrode, statistiche) e i sistemi di elaborazione che li trattano vanno sottoposti a rigide misure di sicurezza fisica e controllo degli accessi.
Cancellazione dei dati: una volta decorso il tempo previsto di conservazione i dati devono essere immediatamente cancellati o resi anonimi, eliminandoli anche dalle copie di backup create per il salvataggio dei dati.
Controlli interni: devono essere effettuati controlli periodici sulla legittimità degli accessi ai dati da parte degli incaricati, sul rispetto delle norme di legge e delle misure organizzative tecniche e di sicurezza prescritte dal Garante, sull'effettiva cancellazione dei dati una volta decorsi i termini di conservazione.
Sistemi di cifratura: contro rischi di acquisizione indebita, anche fortuita, delle informazioni registrate da parte di incaricati di mansioni tecniche (amministratori di sistema, amministratori di data base, manutentori hardware e software) i dati di traffico trattati per esclusive finalità di giustizia vanno protetti con tecniche crittografiche.
Gestori telefonici e fornitori di servizi di comunicazione elettronica dovranno applicare tali misure entro il 31 ottobre 2008. L'applicazione di alcune di esse viene disposta dal Garante anche alla conservazione dei dati per finalità non di giustizia, ma di fatturazione, commercializzazione di servizi, statistica etc., al fine di favorire un quadro più ampio di sicurezza di dati e sistemi.
Restano esclusi dall'ambito di applicazione di queste regole - sia perché non assimilabili a veri e propri gestori di servizi tlc e di comunicazione elettronica sia per evitare ingiustificate conservazioni di dati - i gestori di esercizi pubblici e Internet café, i gestori di siti Internet che diffondono contenuti sulla rete ("content provider"), i gestori dei motori di ricerca, le aziende o le amministrazioni pubbliche che mettono a disposizione del personale reti telefoniche e informatiche (es. centralini aziendali) o che si avvalgono di server messi a disposizione da altri soggetti.
Il provvedimento verrà pubblicato a giorni sulla Gazzetta Ufficiale.
Roma, 1 febbraio 2008
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giovedì 3 gennaio 2008
UE: in arrivo normativa per i contenuti on line
Se la vendita dei contenuti Online in Europa sta crescendo velocemente, infatti, - in Gran Bretagna la vendita di musica via internet ha raggiunto il 25% del totale - quello dei video e della Tv «on demand» stenta ancora a decollare. Licenze valide in un unico Paese, pirateria informatica, divergenze tra i vari operatori sui diritti d'autore, diffidenza tra distributori e produttori sono solo alcuni degli ostacoli che Bruxelles intende eliminare. Per un'industria forte, questa la raccomandazione di Bruxelles, occorre «dare certezza giuridica ai produttori, giusta remunerazione ai creatori e un ampio accesso alla ricchezza dei contenuti Online ai consumatori».
fonte LA STAMPA "l'angolo dei giornalisti"
****************
Una normativa europea è auspicabile dal momento che ogni Paese ha diverse leggi sul copyright. In ogni caso la pirateria informatica va contrastata ....staremo a vedere come si riuscirà a coniugare interessi delle major, degli autori con le richieste dei consumatori .....
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domenica 9 dicembre 2007
FRANCIA: Sacem potrà tracciare gli indirizzi IP dei pirati
La Sacem avrà, dunque il diritto di sorvegliare le reti P2P e rilevare le infrazioni, annotare gli indirizzi IP, contabilizzare gli archivi scambiati, annotare gli indirizzi IP e redigere i dossier che saranno trasmessi ad un giudice preposto.
Tuttavia, la decisione non è stata ovvia poichè la controversia è durata due anni. Nel 2005, il Cnil(Commissione Nazionale dell'Informatica e delle Libertà) aveva rifiutato una domanda simile formulata dal Sacem. Questi stessi organismi intendevano seguire autonomamente gli internauti che mettono a disposizione la musica ed i video contenuti nei loro HDD. La richiesta,
però, era più complessa. Si trattava anche di recuperare presso i provider francesi (FAI) i nomi degli utenti che praticano gli scambi attraverso le reti peer-to-peer (P2P) ed i relativi IP. La Sacem desiderava anche poter inviare messaggi agli utenti per dissuaderli dal continuare.
Il Cnil giudicò inammissibile questa richiesta perchè avrebbe autorizzato la Sacem ad una raccolta di dati riguardanti gli utenti e considerò la richiesta sproporzionata rispetto alle finalità perseguite.
Nel contempo, la commissione Olivennes (rf. articolo Sarkozy contro la pirateria), ha sottoscritto un accordo che prevede la creazione di un'autorità indipendente e pubblica. Quest'ultima avrà il diritto di risalire ai nomi degli utenti e dovrebbe inviare loro i messaggi d'avvertimento (di cui Sacem voleva occuparsi), nonchè provvedere al distacco della linea di connessione ad Internet nel caso in cui, l'utente, ignorasse tali messaggi.
L'accordo, che non è stato ancora trasformato in una legge, prevede anche obblighi per i Provider, che saranno obbligati a collaborare, sotto pena di sanzioni. Dovranno anche approntare una selezione dei collegamenti Internet e dei loro abbonati. La messa in pratica è ancora lontana ........ ma il cammino è stato tracciato...
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cheyenne
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sabato 3 novembre 2007
SPAM : IL CUORE DEL CYBERCRIME - terza parte
È possibile pagare in anticipo una certa cifra per un numero di bot prefissato, dicono i ricercatori, così come è consentito scegliere un particolare range di indirizzi IP, il Paese attaccato o altre caratteristiche.
Cui prodest ?
Dipende dagli scopi che si prefiggono i criminali: invio di spyware - trojan - keylogger - rootkit allo scopo di rubare informazioni finanziarie riservate, oppure inviare tonnellate di spam (come già descritto nella prima e seconda parte del mio articolo).
Sempre su pcworld.com si può leggere un recente studio della notissima azienda inglese per la sicurezza PREVX in cui, sinteticamente, si dichiara
che su 300.000 computer esaminati , ben il 15,6 % di queste macchine contiene spyware o malware.
Tutta la comunità internazionale sta organizzando, incontri, congressi per intraprendere azioni univoche:
e-Crime Congress 2007
e-Crime Congress 2008
La NATO chiede interventi urgenti per arginare l'ondata del Cybercrime
(fonte Reuters).
Il Dipartimento di Giustizia degli USA e l'FBI hanno lanciato altre iniziative per smantellare le Botnet. (fonte WIRED)
Anche l' UNIONE EUROPEA ha lanciato l'allarme spamming. I 25 stati membri della UE devono applicare la normativa comunitaria che vieta le email spazzatura.
Grazie alla normativa europea, le autorità olandesi sono riuscite a ridurre dell'85% lo Spam e quelle finlandesi di oltre il 50%.
Eccoci, quindi, ritornati al cuore del problema che consente di pronunciare una condanna definitiva di ogni forma di spam: lo Spam è un vero e proprio «furto di servizi» come è ampiamente descritto in molti siti Internet.
Si commette «furto di servizi» allorquando si utilizzano - per i propri scopi - computer e risorse altrui che sono in rete e vengono mantenuti per fare altre cose.
Perché allora il fenomeno dello spam continua a crescere in dimensioni?
È presto detto: come abbiamo già visto, i costi dello spam non sono pagati da chi lo invia, ma da chi lo riceve. Con pochi minuti di connessione uno spammer può spedire lo stesso messaggio in copia anche a decine o centinaia di migliaia di persone ed, essendo per lui il costo quasi nullo, è sufficiente che, uno solo dei destinatari ci caschi, perché ogni spesa venga ripianata abbondantemente.
Si deve poi avere chiaro che ulteriori costi sono a carico dei Provider, i quali per fornire i servizi hanno bisogno di maggiore banda, maggiore potenza e memoria per i propri sistemi, più personale per curare il buon funzionamento dei sistemi, più personale per il customer-care, e così via. Tutti costi che poi, in un modo o nell'altro, devono scaricarsi sugli utenti.
In buona sostanza, significa che le aziende e i privati hanno modo di acquistare servizi internet caratterizzati da un peggior rapporto qualità/prezzo.
Conseguenza di ciò è anche il diritto per chiunque di adottare qualsiasi accorgimento tecnico possa servire ad impedire tale furto di servizio a danno del proprio sistema.
È questo il fondamento alla base della lotta allo Spam.
CAPTCHA:
Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart, è un test che riesce a verificare se l'utente è un uomo o un computer, un esempio si trova quando provate a registrarvi su forum o a fare i login su siti compaiono dei riquadri con lettere e numeri distorti e casuali, che teoricamante i computer non dovrebbero essere in grado di leggere. Non si tratta quindi di un sistema di sicurezza a prova di errore, ma qualcosa che aumenta il livello di difficoltà.
cui prodest? : locuzione latina (lett. "a chi giova?")
deriva dalle parole pronunciate da Medea nell'omonima tragedia di Seneca.
cheyenne
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