
Simulazione del virus satellite del mosaico del tabacco Credits: Anton Arkhipov, software VMD
Le particelle di TMV sono state le prime particelle virali ad essere osservate dall'uomo nel 1892, ad opera dello scienziato russo Dmitrij Iosifovic Ivanovskij, e ad essere classificate come virus in un articolo pubblicato alcuni anni dopo dal botanico olandese Martinus Willem Beijerinck, che, studiando foglie di tabacco infette, riuscì a dimostrare che si trattava di un agente infettivo di dimensioni almeno un ordine di grandezza inferiori a quelle dei batteri. Il virus C invece è stato identificato nel 1986. È uno dei virus più semplici esistenti in natura, una particella sub-virale di RNA sferico del diametro di 17 nanometri (milionesimi di millimetro) in grado di proliferare in una cellula già infettata da un altro virus. Nell'esperimento, un software potentissimo, messo a punto da biologi, programmatori e specialisti in cristallografia, ha scannerizzato una goccia di acqua salata contenente il virus STMV e ne ha replicato ogni singolo atomo. Il virus e la goccia d’acqua contenevano insieme più di un milione di atomi. “La simulazione ha seguito la vita di un virus satellite del mosaico del tabacco, seppure solo per un brevissimo arco di tempo”, ha spiegato Peter Freddolino, dottorando in Biofisica e Biologia Computazionale alla University of Illinois, “inoltre abbiamo chiarito le proprietà fisiche chiave della particella virale e ricavato informazioni cruciali sui suoi meccanismi di assemblamento”.
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