“I cybercriminali si stanno dando un gran daffare in questo periodo: rubano milioni di identità, sottraggono numeri di carte di credito e di bancomat e sferranno una miriade di altri attacchi contro utenti, aziende e siti Web vulnerabili del tutto ignari di ciò che sta accadendo. L’arma preferita di questi criminali è l’iniezione di malware: ogni cinque secondi viene infettata una pagina Web, il triplo rispetto al 2007. I più vulnerabili sono i siti più conosciuti e legittimi, e anche i più remunerativi per i cybercriminali, visto l’enorme numero di visite da parte degli internauti, che presentano vulnerabilità senza patch” spiega Davide Carlesi, Country Manager Blue Coat Italia, e prosegue “All’incirca a metà del 2007, il malware iniettato attraverso iFrame e SQL ha iniziato ad infettare siti Web legittimi e il pubbllico ha cominciato a prestare attenzione agli avvisi di analisti ed esperti della sicurezza IT il cui tono risultava pacato, ma inequivocabile: il Web 2.0 e le sue peculiari caratteristiche come il social networking, i feed RSS, la dinamicità, i contenuti generati dall’utente, le applicazioni mash-up avrebbero rappresentato nuove opportunità per i cybercriminali.
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