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giovedì 10 gennaio 2008

L'FBI potrà vedere in camion e case. Da remoto

L'aragosta (esatto!) sta per vivere un nuovo momento di fama. Nulla a che vedere con il pantagruelico approssimarsi delle festività: è piuttosto la struttura del suo occhio che ha ispirato la creazione del LEXID, un dispositivo che consentirà di vedere al di là di legno, cemento e acciaio.
A lavorarci sopra, anzi a finanziare il tutto è il Department for Homeland Security (DHS) statunitense, ben noto ai lettori di PI. LEXID è l'acronimo di Lobster Eye X-ray Imaging Device, apparato di visualizzazione a raggi X ad occhio d'aragosta. Il crostaceo, dunque, è la fonte dell'idea, perché il suo occhio, a differenza di quello umano, nasce per funzionare nella profondità degli abissi marini, in condizioni luminose particolarmente avverse. È una sorta di antenna, fatta di minuscoli canali quadrati che consentono all'occhio di focalizzare un'immagine per riflessioni piuttosto che per rifrazioni.Con l'emissione di una modesta dose di raggi X e con una speciale lente basata sullo stesso principio dell'occhio d'aragosta, è possibile raccogliere informazioni sufficienti a ricostruire un'immagine. "(La lente, ndR) è costruita esattamente come quella dell'occhio delle aragoste che vivono nelle acque più profonde", dice Rick Shie, senior vice president di Physical Optics Corporation, l'azienda che sta sviluppando il LEXID. Lo sviluppo gode del supporto di 1 miliardo di dollari di finanziamento, erogati dal DHS nell'ambito della Small Business Innovation Research, un'iniziativa di incentivazione che il Dipartimento mette a disposizione delle aziende per aiutarle nello startup o nello sviluppo di nuovi business.
continua >>> l'articolo di Marco Valerio Principato pubblicato su Punto Informatico
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non è una news dell'ultimo minuto ....LOL, purtuttavia rappresenta un validissimo approfondimento sui "metodi rilevazione immagini" che fa seguito all'articolo TERAHERTZ cosa sono
cheyenne

lunedì 7 gennaio 2008

USA: Hanno incastrato Ralsky lo spammer

Uno degli spammer statunitensi più prolifici deve fronteggiare le accuse formalizzate dalla Giustizia USA, che gli addebita frodi telematiche a mezzo spam e riciclaggio di denaro sporco. Per Alan Ralsky, professionista delle mail spazzatura attivo nel settore da anni, potrebbe avvicinarsi lo stop definitivo agli affari: secondo quanto annunciato dal Pubblico Ministero della zona distrettuale di Detroit, nello stato del Michigan, l'uomo è stato formalmente accusato, assieme alla cricca dei suoi 10 collaboratori, di aver violato le leggi federali anti-spam.Le accuse arrivano come epilogo di una lunga operazione investigativa durata tre anni, gestita di concerto da FBI, U.S. Postal Service e IRS Criminal Investigation. Sulla testa di Ralsky e del suo gruppo di spammer pendono 41 diversi capi d'imputazione, nell'ambito di un traffico di mail-truffa pensate per far lievitare il costo di titoli cinesi senza valore venduti poi a prezzo d'oro ad acquirenti ignari della loro reale consistenza.
La celeberrima Spamhaus esulta !!
continua >>> l'articolo di Alfonso Maruccia pubblicato su Punto Informatico
EDIT:
colgo l'occasione per sottolineare come Paolo Attivissimo
e tanti altri (anche meno conosciuti) hanno dichiarato "tolleranza zero" verso Ralsky ed altri spammer ...
[rif. articolo " Spam: il cuore del Cybercrime"]
cheyenne

domenica 23 dicembre 2007

L'FBI si appresta a creare un database biometrico per contrastare il terrorismo

L'FBI ha dato il via ad un progetto dell'ammontare 1 miliardo di dollari per realizzare la più grande banca dati del mondo, un progetto senza precedenti che possa dare al governo la possibilità di identificare le persone negli Stati Uniti ed all'estero. Immagini digitali del volto ed impronte digitali sono gia immagazzinati nei sistemi dell'FBI in ambienti controllati e sicuri. Il mese prossimo, l'FBI intende affidare l'appalto con un contratto decennale che espande in modo significativo la quantità di dati ed il tipo di informazioni biometriche ricevute. Nei prossimi anni, le autorità di polizia di tutto il mondo, saranno in grado di contare su un imponente database di scansioni dell'iride, di volti e di cicatrici che è forse l'unico sistema per identificare criminali e terroristi, risolvendo la gran mole di crimini commessi.L'FBI conserverà, su richiesta dei datori di lavoro, le impronte digitali dei dipendenti che, in passato hanno subito procedimenti penali in modo che possano essere notificate, allo stesso, eventuali successivi reati.

Creare un database "globale" credo che non sia concettualmente un'idea errata perchè permetterebbe l'identificazione certa ed immediata di criminali pericolosissimi che, spesso, spariscono nel nulla. La cosa che mi lascia molto perplessa, d'altro canto, è la sicurezza dei dati. Se il database fosse unico, potrebbe essere oggetto di sabotaggio da parte di reti terroristiche e, se fosse sezionato nei vari stati, questi stessi dovrebbero garantirne la sicurezza dei dati in modo certo perchè, se anche parte di questi archivi, dovesse finire nelle mani di cybercriminali, si potrebbe ipotizzare un mega furto di identità che vanificherebbe il progetto stesso. Questo alla luce del divario tecnologico che vige in diversi stati del mondo, rispetto ai paesi più evoluti. Il problema sicurezza informatica è complessissimo e mai certo, purtroppo.
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mercoledì 5 dicembre 2007

L'FBI ha dichiarato guerra al Cybercrime

Operazione Bot Roast II: non si tratta di un videogioco bensì della seconda fase della controffensiva intrapresa dall'FBI contro il cybercrime: botnet e pc zombificati.D'altra parte il cybercrime non conosce confini come ho già avuto modo di scrivere nell'articolo "Spam: il cuore del cybercrime" del mese di ottobre.Perquisizioni ed arresti in diversi paesi oltre gli USA, purtroppo, però, rappresentano una piccola goccia nella vastità dell'oceano "cybercrime".Mi torna alla mente mente il Far West telematico evocato dalla frase pronunciata da Sarkozy "Internet non deve diventare un Far West high-tech, una zona senza regole dove i fuorilegge possono saccheggiare o peggio trafficare i prodotti nella più totale impunità." (rif. articolo "Sarkozy: ti blocco l'accesso al web se scarichi illegalmente").
A mio modesto giudizio, il vero Far West telematico è rappresentato dall'impunità di cui gode ancora il Cybercrime che si nasconde dietro l'anonimato di migliaia di reti botnet che rendono "zombie" milioni di pc di inconsapevoli ed incauti utenti che infettano altri pc e l'infezione si propaga a cascata.
Ancora oggi, gli utenti si connettono ad Internet senza un minimo di protezione fornita dal firewall ed antivirus e cliccano senza riflettere, aprono mail di spam con la massima superficialità ......
Sarò ripetitiva ..... ma continuo a scrivere in questo Blog ed in altri siti che "la miglior difesa passa per la nostra testa"
Scrive Luca Annunziata su
Punto Informatico nel giugno u.s.
"Le botnet sono tra i più temibili strumenti di attacco telematico, usate per tutto quello che va all'azzeramento delle capacità di rete di un server obiettivo fino allo spammare in sicurezza e anonimato proposte commerciali o mail di phishing, e sono sempre più spesso utilizzate dalla criminalità organizzata" .

Oggi 5 dicembre Luca Annunziata
ritorna sull'argomento nell'articolo di Punto Informatico

L'anello debole per i federali restano i netizen:

"Il problema è che c'è un sacco di gente che si compra un computer e lo collega ad Internet, senza la minima idea di cosa sia sicuro e cosa non lo sia" spiega Paul Bresson, portavoce del bureau. Eppure le risorse online per informarsi sui rischi, gratis, non mancano: "Cerchiamo di incoraggiare il pubblico ad installare antivirus e firewall: è qualcosa che dovrebbe fare chiunque possieda un computer".


Argomento ripreso anche dallo
Studio Celentano:

Negli ultimi 5 mesi ne sono stati individuati un altro milione e l'Fbi ritiene che siano vari milioni quelli finiti su scala mondiale nelle reti di Pc compromessi e controllati a distanza, attraverso i quali gli hacker possono lanciare attacchi di virus e altre azioni elettroniche.

continua >>>

GLOSSARIO

netizen: cittadino della rete, utente di Internet, (rif. Web Trend Map)

cheyenne