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domenica 20 luglio 2008

Perché è importante la salute del nostro PC

Marco Giuliani, malware analyst dell'azienda di sicurezza PrevX, ha pubblicato su "PC al Sicuro" un articolo, non recentissimo, in merito alle responsabilità di ciascun utente nell'ambito della sicurezza informatica. La mia modesta impressione - navigando un pò su vari forum -, è che sembra quasi che l'argomento sia solo per "addetti ai lavori", prima di scoprire improvvisamente folgorati "sulla via di Damasco" che forse .... con un pò più di attenzione .... il danno si sarebbe potuto prevenire. Inoltre, che dire del pericolo reale di utilizzare involontariamente un computer zombie? E' solo una mia impressione? In ogni caso è un piccolo preambolo per introdurre l'articolo di Marco:
[...]Sento spesso persone che si preoccupano esclusivamente dei danni che i malware possono arrecare a loro stessi in maniera diretta. Un malware che cancella tutti i file dall’hard disk? Un malware che mostra continuamente popup fastidiosi durante la navigazione? Un malware che ruba le password o i dati bancari? Bisogna correre ai ripari immediatamente! Non fa niente di tutto questo? Va beh, niente di pericoloso.
Non è così che funziona, purtroppo. Se è vero che esistono malware il cui scopo è colpire l’utente in maniera diretta, ci sono tanti altri malware il cui scopo è semplicemente prendere controllo di quanti più pc possibili per poterne poi farne ciò che meglio il malware writer crede.
Prendiamo il caso sopra citato: il malware utilizzava il pc come veicolo di trasmissione e di diffusione di immagini pedopornografiche.
Niente di immediato, niente che danneggiasse l’utente direttamente.
Prendiamo Rustock, uno dei rootkit più avanzati. Trasforma il PC in una vera e propria macchina da guerra per inviare spam. Colpisce direttamente l’utente questa cosa? No, a parte un rallentamento di connessione.
Possiamo prendere tanti altri esempi. Il fatto che un malware non faccia danni immediati al sistema, né danni che riguardino l’utente finale, non significa che siano dunque meno gravi di altri malware.
Quando sento dire: “Ma questo malware mi ha rubato le password? Mi ha cancellato file? Mi ha danneggiato direttamente in qualche maniera?” e rispondo “No“, con conseguente risposta: “Ah vabeh, allora capirai“, allora in quel caso capisco quanto ci sia bisogno di sensibilizzare l’utenza generale a questo genere di problematiche.
Un malware può aver trasferito materiale illegale utilizzando il nostro pc. La mattina alle 5 ci vediamo arrivare la polizia postale o la guardia di finanza che sequestra tutto. Come dimostriamo che noi non ne sappiamo niente di tutto ciò?
Rustock è stato uno dei fattori che ha messo in crisi l’Internet italiana lo scorso Dicembre 2006, con le continue richieste che tendevano a saturare i DNS.
Qualunque trojan con funzioni di backdoor che rende il PC parte di una botnet. Il vostro PC potrebbe essere a vostra insaputa uno dei PC che stanno tenendo sotto scacco qualche importante sito web internazionale con attacchi DDoS.
Per questo è molto importante tenere sotto controllo la salute del proprio PC e prendere coscienza di quanto sia importante la sicurezza del sistema. Per sé stessi in primo piano, sicuramente. Ma nel momento in cui ci connettiamo ad Internet, ogni utente è responsabile verso gli altri di ciò che succede e della salute stessa della rete globale.

Potremmo essere anche noi, indirettamente, la causa di una nuova ingestibile ondata di spam.
Potremmo essere anche noi, indirettamente, parte di quei pirati informatici che stanno attaccando da svariate ore siti web istituzionali o servizi online internazionali.
Potremmo essere anche noi, indirettamente, la causa di difficoltà di navigazione online anche per altri.
Potremmo essere anche noi, indirettamente, che alimentiamo il traffico di materiale illegale anche pedopornografico.

Tutto questo sembrerebbe non toccarci in maniera diretta, ma i danni - alla lunga - li paghiamo anche noi, direttamente o non.
continua >>> l'articolo di Marco Giuliani pubblicato su Pc al Sicuro
cheyenne

mercoledì 2 luglio 2008

Codice maligno sfrutta false email relative a una patch di Microsoft

Websense Security Labs hanno scoperto l’esistenza di un consistente numero di email spam che usano un trucco di social engineering. Queste false email informano l’utente che sta usando una versione di Windows con un problema di sicurezza e invitano ad effettuare l’aggiornamento per risolvere il problema, cliccando sul link presente nel messaggio.
Il link rimanda a un sito legittimo che a sua volta redirige a un URL maligno che invita a scaricare un file eseguibile maligno. L'hostname maligno é opportunamente costruito con una stringa di 62 caratteri e usa il sottodominio update.microsoft.com. Gli utenti che aprono questo file vengono infettati con una Backdoor.

continua >>> l'articolo pubblicato su Data Manager
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occorre sempre mettere in guardia gli utenti: praticamente ad ogni Update di Windows ... segue
una valanga di spam ingannevoli e pericolosi.
cheyenne

venerdì 30 maggio 2008

PDoS: una nuova minaccia alla sicurezza informatica


di Davide Mancini *
Tempo addietro abbiamo visto come si può manomettere un chip ed aprire una breccia nel computer per poter operare in assoluta anonimità dall’esterno. Il limite di tale intervento, se ricordiamo, era legato alla necessità di avere un vero e proprio accesso diretto al microcircuito, cosa che, di fatto, ne attenua di molto l’insidiosità.
Alcuni giorni fa, a Londra, durante la conferenza sulla sicurezza EUSecWest, Rich Smith, un ricercatore della HP Systems Security Lab, ha svelato un nuova minaccia: il PDOS – Permanent Denial-of-service -, da lui definito anche attacco “phlashing”.
Quest’ultimo termine nulla ha a che vedere con una delle varianti delle tecniche di phishing che vede nella realizzazione di finti siti web mediante il programma Flash un eccellente mezzo per eludere anche il più meticoloso tra i diversi filtri anti-phishing.
Non ci sono, se non per le conseguenze devastanti, neanche legami con il noto attacco DDoS – Distribuite Denial-of-Service - con il quale il malintenzionato, mediante ripetute e molteplici richieste di collegamento, satura la risorsa web della vittima predestinata portandola al limite delle prestazioni, fino a renderne indisponibile il servizio erogato.
Il PDOS, infatti, va ad interagire direttamente con la parte tangibile di cui è costituito un dispositivo informatico, insomma un vero e proprio sabotaggio dell’hardware.
Gli effetti sono davvero catastrofici. Si parla di distruzione dei componenti elettronici manipolati. La vulnerabilità va ricercata nei firmware delle periferiche integrate negli apparati telematici. Come quasi tutti gli applicativi installati su un computer prevedono l’update automatico in background, in taluni impianti, quasi esclusivamente all’interno di realtà aziendali, è contemplata, spesso come configurazione di base, la possibilità di aggiornamento da remoto dei firmware.

continua >>> l'articolo pubblicato su Data Manager

* Davide Mancini. Ispettore della Guardia di Finanza, è il responsabile dell’Unità Computer Forensic del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche. Ha prestato servizio al Nucleo Centrale di Polizia Tributaria e al Nucleo Speciale Investigativo e nel corso della carriera – per i brillanti risultati conseguiti - ha meritato 2 encomi solenni, 3 encomi semplici e 4 elogi. Laureato in Economia all’Università degli Studi di Bologna, ha frequentato numerosi corsi di specializzazione – tra l’altro - all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti/Pescara, alla LUISS Management, alla Scuola Reiss Romoli TILS, presso lo United States Secret Service. Maturata una significativa esperienza come Consulente Tecnico d’Ufficio alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, ha svolto attività di docenza nel Master in Peacekeeping & Security Studies dell’Università di Roma Tre. Nella sua attività pubblicistica vanta collaborazioni con Italia Oggi e Milano Finanza. Docente di “Metodologie investigative digitali e computer forensic” al Master in Gestione della Sicurezza tenuto dall’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, attualmente scrive anche su Nòva 24 – Il Sole 24 ORE.

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GLOSSARIO

- Background: [1] (sullo sfondo) programma che viene eseguito in sottofondo (cioè non in primo piano). Indica anche la capacità di un sistema operativo di eseguire alcune operazioni di calcolo nei tempi morti lasciati a disposizione dall'applicazione principale (vedi anche thread). È il contrario di Foreground. [2] (grafica) l'immagine, il pattern o texture che viene utilizzato come sfondo in una pagina WEB, in un programma, in una finestra, ecc.

- Firmware: (SW incorporato nello HW) programmi (software) residenti su ROM, scritti esclusivamente per il funzionamento / controllo di apparecchiature elettriche, elettroniche o elettromeccaniche, SW residente nel sistema.


- ROM: (Read Only Memory) memoria di sola lettura. I circuiti della memoria ROM contengono le istruzioni basilari che devono essere trasmesse al processore all'avvio del sistema.

cheyenne

giovedì 15 novembre 2007

Phishing ed ancora phishing

Secondo uno studio sul Cybercrime elaborato dal Security Intelligence Report di Microsoft , il phishing sarebbe la minaccia più grave a carico di un sempre maggior numero di utenti che rischiano di veder trafugata la propria identità.
Solo nei primi 6 mesi del 2007 sono stati registrati ben 31 milioni di tentativi di phishing, il 150% in più rispetto al precedente semestre del 2006; se il fenomeno non dovesse arrestarsi l'anno corrente potrebbe concludersi con oltre 80 milioni di tentativi.
Sempre secondo il rapporto Microsoft i tre fattori che espongono
maggiormente gli utenti a rischi sono Trojans, Backdoor e l'incauto uso del pc da parte di utenti ..... poco previdenti.
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Il ladro virtuale di moneta reale
Uno dei primi casi europei di furto virtuale coinvolge un giovane olandese. Phishing per sgraffignare la mobilia di un mondo virtuale.
continua ....... l'articolo di Luca Annunziata , tratto da Punto Informatico

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GLOSSARIO

Link:
Testo o immagine presente sulle pagine Internet che, con un click, trasporta in un'altra pagina dello stesso sito oppure altro sito. In genere il testo con proprietà di link è di diverso colore oppure sottolineato.

Phishing:

Tipo di truffa che viene perpetrata attraverso la Posta Elettronica. Attraverso una e-mail, abilmente contraffatta, si induce a cliccare un link ad una falsa pagina ove verranno richiesti "dati sensibili" riguardanti la privacy , come il numero della carta di credito oppure password di accesso.
Negli ultimi tempi il Phishing sta aumentando vertiginosamente a danno di utenti che, purtroppo, abboccano a "siti esca" che assomigliano a siti sicuri .... ma solo nella grafica.

cheyenne

sabato 27 ottobre 2007

SPAM : IL CUORE DEL CYBERCRIME - seconda parte

L'allarme è stato dato da tempo dagli esperti di sicurezza informatica: a livello mondiale ben 9 mail su 10 sono costituite da Spam.
Il cosiddetto «spamming» ha - nel tempo - compiuto passi da gigante, passando da semplici «messaggi ingannevoli» sul Viagra ed altre amenità, a vero e proprio strumento di attività criminose e si sono aperte «nuove frontiere» agli spammatori.
Gli spammer hanno una fame bulimica di indirizzi di posta.
Il motivo di tutto risiede nella necessità di trovare indirizzi di posta validi a cui mandare le loro mail.
In origine si raccoglievano gli indirizzi su internet (nei forum, nelle mailing-list, nei newsgroup etc. etc.) oppure, con le classiche catene di S. Antonio (note anche come Chain-Letter) o i Make-Money-Fast, che sono gli schemi piramidali generalmente indicati come MMF.
Successivamente, sono entrate in campo persone specializzate nella raccolta di indirizzi mail e nella vendita di questo materiale agli spammer (un cd contenente qualche milione di indirizzi poteva costare circa mille euro).
Spesso, accadeva, però, che i cd fossero di «bassa qualità» e contenessero molti indirizzi mail fasulli, non validi oppure caselle non più attive.
Ecco, dunque, che un ulteriore passo avanti porta gli spammer ad organizzarsi, formando una attività gestita dal crimine organizzato perchè agli spammer servono, indirizzi «certificati», cioè attivi, usati, il cui proprietario apre effettivamente la posta.
Solo in questo modo la casella di posta assume «un valore concreto».
A questo scopo viene anche usato il cosidetto «Spam HTML».
Il trucco, per lo Spam HTML, è inserire una minuscola immagine (dimensioni 1 x 1) invisibile al nostro occhio, ma con una sua ben precisa funzione:aprendo la mail, verrà caricata dal sito dello spammer questa immagine, collegata con un codice a sua volta legato al nostro indirizzo.
Perciò la sequenza è la seguente: apro la mail, scarico dal sito dello spammer una minuscola immagine e lo avverto che l'indirizzo a cui corrisponde il codice è uno di quelli buoni!
Esistono anche varianti, ma il concetto base è sempre lo stesso.
Anche l'URL per il sito pubblicizzato contenuto in una mail formato txt, se cliccato, potrebbe avere una funzione analoga.

Insomma se apro lo spam, corro il rischio di essere io stesso ad avvisare chi me lo manda che ho ricevuto la sua robaccia e l'ho pure letta.
Per quanto non sempre questi trucchetti siano presenti, concorderete tutti che non vale la pena rischiare. A meno che non si desideri essere travolti da una valanga di immondizia oppure nella peggiore delle ipotesi di trasformare il proprio pc in uno Zombie.
I criminali informatici e gli spammer concorrono a formare un triangolo del male che comprende virus (in senso lato spyware, worm, malware, trojan, keylogger, rootkit, phishing etc. etc.). Il cybercrime paga programmatori che scrivano virus; i virus infettano computer in giro per il mondo con il duplice scopo di installare spyware per rubare gli Adress-Book degli utenti e di prendere possesso dei computer (renderli Zombie) ed attaccare altri computer attraverso la rete costituita da Botnet.
Esiste un vero e proprio tariffario: il NewLog dell'ITU (International Telecomunication Union) riporta come un giornalista di «Computer Sweden Magazine» sia riuscito a intervistare il creatore di un trojan utilizzato in molte frodi bancarie (più precisamente si tratta di phishing).
Il Trojan in questione viene venduto a 3000$ e, con soli 150$ al mese, il criminale offre anche i server da cui lanciarlo distribuiti in Cina, Europa e Stati Uniti.
Dal Bollettino SOPHOS (azienda leader a livello mondiale per la sicurezza in internet) del maggio del 2006:
leggiamo come l'Italia sia inserita all'8° posto a livello mondiale quale Paese produttore di Spam che utilizza le immagini al posto del testo. Questa nuova minaccia è denominata «Image Spam»
L’Image Spam è un file di tipo .jpg o .gif costituito da parole incorporate nell’immagine stessa, quindi non intercettabile (teoricamente) dai software che non possono rilevare il testo contenuto.
Questa tecnica è stata volutamente adottata negli ambienti del Cybercrime per bypassare i sistemi di sicurezza.
Oggi i sistemi antispam e il continuo aggiornamento dei database permette di identificare un buon numero di questi messaggi atti a trasferire il visitatore su siti pornografici, piuttosto che portarlo all’ottenimento di pastiglie sessualmente miracolose o al conseguimento di lauree e diplomi vari.
La grande maggioranza dell’Image Spam viene utilizzata nelle campagne che tentano frodi azionarie di tipo «pump-and-dump».
Il trucco delle immagini fa salire le probabilità che i messaggi degli spammer vengano letti e l’Image Spam è spesso animato.
Gli strati multipli di immagini caricati l’uno sull’altro creano confusione rendendo un messaggio diverso dall’altro.
Ma...... il Cybercrime ha evoluto ancora di più i propri sistemi: leggiamo di alcuni recenti allarmi di malware lanciati da oneITSecurity [oneITSecurity è parte di oneBlog, network di blog verticali sulla tecnologia e l'informatica sviluppato da HTML.it, editore on line dal 1997] e che riguardano l'aggiramento anche dei sistemi Captcha :
Molto interessanti gli articoli di Stefano Besana "Obiettivo “aggiriamo i CAPTCHA”: raggiunto " e Pasquale Miele "Il malware si fa sentire "
Quando il computer viene infettato l’utente sentirà una voce ripetere in continuo il seguente messaggio:
«You has been infected I repeat You has been infected and your system file has been deletes. Sorry. Have a Nice Day and bye bye…»
A riprova (se ce ne fosse ancora bisogno) della reale minaccia che può rendere Zombie un qualsiasi pc, ho trovato, su WebSense (azienda leader mondiale nella realizzazione di software per la gestione dell’utilizzo di Internet da parte dei dipendenti) un interessante video di Youtube.
E' una breve analisi del funzionamento dello zombificatore in cui si spiega che la minaccia sfrutta la popolarità del celebre YouTube «per spingere con l'inganno gli utenti a guardare un video contenente codice maligno che in realtà non sta affatto sul popolare portale.
Il file maligno - denominato YouTube04567.exe - è infatti ospitato su un web server nel dominio.su».
Mi scuso per la traduzione un pò "maccheronica" ma .... il tizio del video tende ovviamente a parlare come se chiaccherasse e non come se stesse scrivendo ......;-)
Come sapete noi ci occupiamo di codici che reputiamo interessanti. Questo in particolare, che viene da un dominio .su (Unione Sovietica), è un'applicazione che si spaccia per una specie di video YouTube. E' interessante notare che quando viene aperto IE, Firefox o qualunque altro browser si stia usando, viene lanciato un video particolarmente bizzarro. Purtroppo, però, non ci si rende realmente conto che in background succedono un bel po' di cose, tecnica che sta diventando sempre più diffusa.
WEBSENSE ritiene che questo « codice YouTube » non è altro che un codice ingannevole che tenta di farci credere che ciò che si sta scaricando è esattamente quello che si sta vedendo.
Diamo un'occhiata qua. Stiamo usando un software per catturare i pacchetti e controllare il traffico in contemporanea all'applicazione in esecuzione.
Attraverso una semplice richiesta DNS, possiamo vedere che si connette con un server localizzato a Washington, D.C. e il server risponde con questo file che è uno script java, altra cosa piuttosto diffusa.
Scorrendo l'elenco si notano altre due nuove applicazioni appena scaricate che sono state lanciate e che risultano essere Trojan Horse, programmate per raccogliere informazioni sulla macchina e dati sensibili (credenziali bancarie, password ecc).
Tale applicazione, dopo essere stata attivata, induce processi che rimangono e agiscono in background, mentre ovviamente in primo piano scorre il « video YouTube » in modo che si continui a credere di essere connessi al sito giusto, cioè il vero YouTube.
Purtroppo però i Trojan horse in background scaricano ulteriori pezzi di codice dal web, tra cui un keylogger e altre applicazioni per impadronirsi del sistema operativo e compromettere i dati presenti sulla macchina.
Pensavo che la cosa vi avrebbe interessato.
Chiudiamo qua.

fine 2^ parte

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GLOSSARIO

Backdoor:
(in italiano"Porta di servizio"); programma con particolari caratteristiche che permettono di accedere alla macchina dall'esterno con privilegi di mministratore, senza che nessun altro utente se ne accorga.

Background : Task eseguito dal sistema ma generalmente non visibile all’utente. Il sistema solitamente assegna ai task in background una priorità inferiore rispetto ai task in primo piano. Alcuni software malevoli vengono eseguiti dal sistema come un task in background in modo che gli utenti non si accorgano dell’esecuzione di azioni indesiderate.

DNS: Acronimo di Domain Naming System. Si tratta del sistema di indirizzamento distribuito che traduce il nome del dominio (DN) nel corrispondente indirizzo IP.

Keylogger: Software che monitorizza e registra su file ogni digitazione effettuata sulla tastiera di un computer. Vengono, quindi, registrati, sia i testi digitati, che le eventuali password (in chiaro) ed altri dati importanti come i numeri di carta di credito.Il Keylogger può essere installato in un computer all'insaputa dell'utente, mascherato da innocuo gioco, file musicale, immagine, etc. etc.

Rootkit: Software che permettono di ottenere il controllo di un computer da locale o da remoto, in maniera nascosta, ossia non rilevabile dai più comuni strumenti di amministrazione e controllo. Oltre ad installare spesso delle backdoor, il suo utilizzo più comune è quello di nascondere file e cartelle.

Server: computer dedicato allo svolgimento di un servizio preciso, come la gestione di una rete locale o geografica, alla gestione delle periferiche di stampa (print server), allo scambio e condivisione di dati fra i computer (file server, database server), all'invio o inoltre di posta elettronica (mail server) od a contenere i file di un sito web (web server). Utilizza un sistema operativo di rete. I computer collegati e che utilizzano il servizio del server si chiamano client. A volte lo stesso computer svolge diverse funzioni di server (es: sia file server, che print server).

Spyware: denominati anche adware, da (ingl.)
advertising. Particolare tipo di software, generalmente maligno, in grado di raccogliere informazioni private legate all'utente. I dati raccolti, vengono spesso utilizzati dai criminali informatici.

Trojan Horse: (in italiano cavallo di troia) si tratta di un virus che utilizza tecnologia stealth in modo da sembrare un normale software , una volta eseguito si mette in background e da accesso al proprio computer non si replica o si copia, ma danneggia e compromette la sicurezza del computer.

URL:
U
niversal Resource Locator. L'indirizzo di una pagina web su Internet, cioè l'indirizzo completo da digitare per ricevere una pagina, in formato alfabetico. L'URL viene trasformata in indirizzo IP dal DNS.

Worm: Verme. Sinonimo di Virus informatico. Un worm è una particolare categoria di Malware in grado di autoreplicarsi. Si Riproducono e si copiano di file in file e di sistema in sistema usando le risorse di sistema rallentando il computer.

cheyenne