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martedì 5 agosto 2008

Lo scienziato Daniel Nocera spiega come sfruttare energia solare H24

Energia, il Mit scopre un metodo per sfruttare il sole giorno e notte

La critica che viene mossa più frequentemente alle energie rinnovabili è che non sono continue. Il sole è utilizzabile solo di giorno, il vento non c'è ogni giorno, le maree non hanno la stessa intensità su tutti i mari, eccetera. Dai laboratori del
Mit (Massachusetts institute of technology) di Boston arriva una scoperta che potrebbe risolvere questo limite, in particolare per l'energia solare, permettendo la memorizzazione dell'energia e l'utilizzo successivo, quando ce n'è bisogno.

continua >>> l'articolo di Luca Salvioli pubblicato sul Sole 24 Ore

cheyenne

giovedì 31 luglio 2008

Energia e fonti rinnovabili: la ricerca è indispensabile

Al palo, senza ricerca

L'Italia continua a perdere competitività. Si deve investire in tecnologie per migliorare l'efficienza energetica e nella diversificazione delle fonti
L'Italia deve puntare sul rinnovamento tecnologico: con gli attuali finanziamenti nel campo Ricerca e Sviluppo, gli obiettivi posti dall'Europa non sono raggiungibili.
E alle questioni dell'approvvigionamento, della sicurezza e del costo dell'energia si deve rispondere con un miglioramento dell'efficienza e con la promozione di tutte le tecnologie a emissione zero. Nucleare compreso.
Questa l'opinione dell'Enea, che ha presentato oggi a Roma il Rapporto energia e ambiente 2007.
La spesa pubblica nella ricerca in campo energetico è in picchiata dal 2001. Saremo costretti a incentivare le fonti rinnovabili, importare nuove tecnologie e pagare per il mancato rispetto degli
impegni di Kyoto. Costi senza benefici, perché l'Italia non sta investendo in ricerca, continuando a perdere competitività, soprattutto rispetto a paesi come Germania e Regno Unito. Altro scotto da pagare, quello sul piano ambientale.
continua >>> l'articolo pubblicato su Galileo
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Tutto l'IT verso il solare
In sintesi
I grossi nomi della tecnologia stanno assumendo un ruolo sempre più attivo nello sviluppo del solare. Un ruolo che è connaturato alle proprie esigenze, e che non potrà che crescere. Ma ci vorrà tempo

Gli occhi degli osservatori dentro e fuori dalla rete sono puntati sulla rotta intrapresa da alcuni dei maggiori giganti della tecnologia, le cui intenzioni sembrano proprio quelle di voler sterzare con decisione verso le tecnologie per la trasformazione dell'energia solare, o comunque verso i nuovi processi legati alla produzione energetica a minor impatto ambientale, quella che lascia da parte i combustibili fossili tradizionali.
E sono proprio le semiconductor company, le industrie che dispongono di tecnologie avanzatissime per il trattamento del silicio, ad essere particolarmente interessate a virare verso quel settore di mercato, ancora oggi di nicchia. Secondo Rhone Resch, responsabile della Solar Energy Industries Association (SEIA), "virtualmente ogni chipmaker sta soppesando un ruolo nel solare", mentre "a Silicon Valley è in atto la classica corsa campestre", dice T.J. Rogers,
presidente di Cypress Semiconductor, azienda che possiede il 56 per cento di SunPower. Una corsa campestre il cui premio spetterebbe a chi primo arriva di prepotenza sul mercato, con una tecnologia energetica solare (o altro settore di carattere decisamente ecologico) rivoluzionaria, più efficiente che mai, meno costosa di tutto quanto fabbricato sinora e il meno inquinante possibile. Un basso impatto ed un'alta resa legati a concetti, già al solo elencarli, difficili da conciliare.
USA Today ad esempio elenca i "favoriti" della gara verso le energie alternative: IBM, Intel e National Semiconductor. E mentre IBM lavora a sistemi che amplificano la resa di 10 volte, Intel investe 38 milioni di dollari in Sulfurcell, garantendo così continuità industriale al recente spinup del proprio stesso settore specializzato, una corsa che i due colossi hanno già intrapreso da qualche tempo. A cui si aggiunge National, che fa tesoro della propria esperienza in altri settori e, nella produzione di energia dal sole, cerca di minimizzare le perdite di resa energetica dovute all'ombra.
Spulciando di qua e di là tra i nomi più promettenti del settore, poi, è facile scoprire che aziende come Nanosolar, che puntano a trasformare il solare in fogli nanotecnologici ultraduttili ed economici (foto a lato), sono sostenute finanziariamente da giganti della rete, da eBay a Juniper, e della tecnologia, come SAP e Red Hat.
continua >>> l'articolo di Marco Valerio Principato pubblicato su Punto Informatico
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Si inaugura ad Offida un impianto fotovoltaico da 1 MWatt

Sabato 2 2gosto alle ore 18 in località Rovecciano ad Offida verrà inaugurato un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.
Un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica verrà inaugurato il prossimo 2 agosto a Rovecciano di Offida, l'appuntamento è per le ore 18.Si tratta di un impianto ad inseguimento solare che si sviluppa su una superficie di circa 5 ettari, della potenzialità complessiva di 1 MW con una produzione annua di circa 1.800 MWh.
L’impianto è stato progettato e realizzato dalla società Energie Offida S.r.L., una società a totale partecipazione del Comune di Offida che nel territorio comunale gestisce tutto il servizio di distribuzione di energia elettrica.Esso ha avuto un costo complessivo di circa € 6.600.000,00 ed è assistito dal contributo in conto energia del Ministero dello Sviluppo Economico.
continua >>> l'articolo pubblicato su Il Quotidiano della Provincia di Ascoli Piceno
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cheyenne

mercoledì 23 luglio 2008

Esof 2008: elettricità dal sole del deserto

Elettricità dal sole del deserto
Il progetto è avveniristico quanto audace, ma potrebbe risolvere il problema delle emissioni di diossido di carbonio: l’idea, a cui lavorano gli scienziati dell’Istituto per l’Energia della Commissione Europea, è quella di sfruttare la potenza del sole desertico, grazie a sottili pannelli solari sovraesposti sulla enorme distesa del Sahara.

Per quanto più piccolo di qualsiasi altra nazione dell’Africa settenrionale, e più piccolo che il Galles, il Sahara, secondo gli scienziati, potrebbe un giorno generare sufficiente energia solare per rifornire tutta l’Europa con elettricità non inquinante.
«Basterebbe catturare appena lo 0,3 della luce che cade sul Sahara e sui deserti del Medio Oriente per soddisfare le necessità di energia dell’Europa», ha detto Arnold Jaeger-Walden dell’Istituto per l’Energia della Commissione Europea, partecipando all’Euroscience Open Forum 2008 (Esof) di Barcellona.

Gli scienziati chiedono la creazione di una serie di enormi impianti solare per la produzione di elettricità sia attraverso cellule fotovoltaiche, oppure concentrando il calore del sole per far bollire l’acqua e far azionare turbine, il tutto nell’ambito di un piano per cercare di spartire le energie rinnovabili dell’Europa attraverso il continente. Una nuova superpila, per esempio, che trasmetta elettricità lungo i cavi ad alto voltaggio a corrente continua consentirebbe a Paesi come la Gran Bretagna e la Danimarca di esportare l’energia eolica in fasi di surplus, e di importare energia da altri fonti ecologiche come la geotermia dell’Islanda.

Le perdite di energia sulle linee di corrente continua sono inferiori che su quelle a corrente alternata tradizionale, che rendono anti-economica la trasmissione di energia sulle grandi distanze.
La proposta di un reticolato (che -secondo il “Guardian”- ha già ricevuto il “via libera” di Nicholas Sarkozy e Gordon Brown) risponde alle critiche di coloro che hanno sempre detto che le energie rinnovabili non potranno mai essere economiche perchè il clima non è prevedibile.
Ma gli sponsor del progetto osservano che il vento, anche se non soffia sufficientemente forte nel mare del Nord, starà sicuramente soffiando da qualche altra parte in Europa oppure, in mancanza di esso, ci sarà il sole su qualche pannello solare.
Gli scienziati sostengono che sfruttare il Sahara potrebbe essere particolarmente efficace perchè la luce solare in quell’area è molto più intensa: i pannelli solari fotovoltaici collocati in Africa settentrionale potrebbero produrre energia elettrica in quantità tre volte superiore che se posti in Europa settentrionale.
continua >>> l'articolo pubblicato su La Stampa
cheyenne

martedì 17 giugno 2008

Geniale! I pannelli solari adesivi

Non sarebbe meraviglioso poter pensare che da ora in poi l'installazione di pannelli solari potrebbe essere facile tanto quanto attaccare una "figu" della Panini sull'album dei calciatori togliendo semplicemente la carta di protezione nel retro del pannello?

Sogno o realtà?

Realtà.




Anche se a dover di cronaca non è cosi' semplice come potrebbe apparire.L'installazione deve sempre essere fatta da professionisti, tuttavia questo nuovo sistema sembra possa far risparmiare fino al 70% dei costi di installazione (che ne dite di una installazione di 2,25 Kw in 34 minuti? Parliamo di un consumo medio per famiglia.).E scusate se è poco.

Questa nuova ingegnerizzazione è proposta dalla californiana DRI Companies (per precisione un pool di aziende tutte dislocate nel westcoast statunitense) e porta il nome di Lumeta.
continua >>> l'articolo pubblicato su ICTblog del Network i-dome
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http://tecnopolis-hi.blogspot.com/2008/06/fotovoltaico-maxi-commessa-per-azienda.html


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cheyenne

giovedì 12 giugno 2008

Fotovoltaico, maxi-commessa per azienda italiana

Un miliardo di euro per acquistare e sviluppare impianti per la produzione di energia solare nei prossimi cinque anni. È quanto ha ottenuto Enerqos, uno dei primi fornitori in Italia di impianti fotovoltaici, dall'accordo con la merchant bank lussemburghese NextEnergy Capital. Si tratta di uno degli accordi più importanti mai siglati in Europa per lo sviluppo dell'energia solare. Enerqos, società con base a Monza, realizzerà impianti «chiavi in mano» utilizzando le tecnologie più avanzate, tra cui un sistema proprietario, brevettato dall'azienda. I primi impianti, già progettati, saranno realizzati in Italia e in Grecia.
continua >>> l'articolo pubblicato su Il Sole 24 ore
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cheyenne

mercoledì 4 giugno 2008

Tecnologia fotovoltaica: da IBM scoperta rivoluzionaria


IBM ha annunciato un risultato rivoluzionario nella ricerca sulla tecnologia fotovoltaica per i “parchi solari”, in grado di ridurre significativamente il costo dello sfruttamento dell’energia solare per produrre elettricità.
Imitando i giochi dei bambini che utilizzano una lente d'ingrandimento per bruciare una foglia o la tecnica che talvolta usano i campeggiatori per accendere il fuoco, gli scienziati IBM hanno usato una grande lente per concentrare l’energia solare, catturando circa 230 watt, il valore più alto raggiunto in uno spazio così piccolo: una cella solare di un centimetro quadrato. Tale energia viene poi convertita in 70 watt di energia elettrica utilizzabile, circa cinque volte l'energia catturata dalle celle tipicamente impiegate nei parchi solari, che si affidano a concentratori fotovoltaici, o CPV. È la maggiore quantità di energia disponibile da una cella così piccola. Se riuscirà a superare le sfide per trasferire il progetto dal laboratorio alla fabbrica, IBM ritiene che potrà ridurre significativamente il costo di un tipico parco solare basato su CPV. Grazie all’uso di un numero molto ridotto di celle fotovoltaiche in un parco solare e alla concentrazione di una maggiore quantità di luce su ciascuna cella con lenti più grandi, il sistema IBM consente un vantaggio significativo in termini di costi, con un minor numero di componenti totali e nuove opportunità di produzione.
continua >>> la lettura dell'articolo scritto da LDN e pubblicato su ICTblog
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cheyenne

giovedì 22 maggio 2008

Parco solare a Grottaglie (TA)

"Oh sole mio!" la bella canzona napoletana sintetizza il concetto che l'Italia è il Paese del sole. Il sole che è una grande fonte di energia... che ci viene invidiata da tanti Paesi del Nord Europa ove il fotovoltaico è ampiamente diffuso .... nonostante tutto ...

Installato il primo MW al Parco Solare di Grottaglie

Enerpoint Spa, attiva nel mercato fotovoltaico italiano dal 2001, ha concluso l’installazione del primo megawatt all’interno del Parco Solare di Grottaglie, in provincia di Taranto.
Il Parco Solare Fotovoltaico di Grottaglie è un progetto unico nel suo genere, che mostra la possibile simbiosi tra natura, sole e tecnologia fotovoltaica.
Protagonista dell’iniziativa, insieme a Enerpoint, è Equiter, società di investimenti specializzata nei settori Utilities, Infrastrutture e Ambiente, controllata da Intesa Sanpaolo: le due società unite dall’inizio di quest’anno nella jv paritetica Enerpoint Energy per lo sviluppo e la costruzione di parchi solari fotovoltaici in Italia e nel bacino del Mediterraneo.
Il progetto del Parco Solare di Grottaglie prevede la successiva installazione di diversi megawatt che si affiancheranno al primo. I lavori per il secondo impianto sono già stati avviati e termineranno entro la fine di quest’anno.
Si tratta in pratica di un' "iniziativa-pilota” che consentirà di effettuare una serie di valutazioni tecniche sulle prestazioni delle diverse tecnologie oggi disponibili sul mercato.
L’impianto è infatti costituito da 17 sottosistemi da 50 kW e 10 da 20 kW per un totale di 991,6 kW (quasi 1 MW), che vedono l’impiego di pannelli fotovoltaici al silicio monocristallino, policristallino, amorfo e tandem (combinazione di due celle sovrapposte per migliorare l'efficienza di conversione).
Tali sistemi, posti nelle stesse condizioni di irraggiamento, inclinazione e orientamento, permetteranno una serie di studi comparativi sull’efficienza delle differenti tecnologie impiegate.
Ma il Parco Solare di Grottaglie servirà anche a dimostrare la possibile convivenza tra fotovoltaico e agricoltura. Nell’area che ospita le installazioni, prima distesa di terreni incolti, sono stati infatti ripristinati ulivi e coltivazioni, che fanno da cornice ai moduli.
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A progetto completato, il Parco sarà accessibile al pubblico attraverso una serie di percorsi guidati sul tema: “Fotovoltaico e agricoltura: una simbiosi possibile”.
cheyenne